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"Verguenza" davanti alla violenza
di Redazione Web (del 25/07/2010 @ 11:07:47, Sezione Spettacoli)
“Verguenza”, cioè “vergogna” è il sentimento che Juan Carlos Santamaria, fondatore nel 1998 della Santamaria Compańia de Danza, confessa di aver provato nel creare la omonima coreografia, presentata in Corte Mercato Vecchio nell’ambito della sezione danza dell’Estate Teatrale Veronese. Questa “vergogna” è, in effetti, il legittimo stato d’animo che ogni essere umano, degno di tale nome, possa provare a fronte di conclamate situazioni di sopruso e violenza nei confronti dei più deboli; nel nostro caso, delle donne. In un linguaggio molto comprensibile, di libera gestualità che profuma di accademica eleganza e che all’inizio e alla fine dello spettacolo, con un sigillo di iperrealistica documentaria attualità, si coniuga con la proiezione di immagini - alcune, a dir poco, shoccanti - questo assolo, creato per la bravissima Aida Badia, impegnata in una autentica lezione di intensità espressiva e di padronanza tecnica, propone alcune situazioni drammatiche della condizione femminile, avvalendosi di una scelta musicale assai coinvolgente. Nata per essere felice come ogni creatura, la donna vede vanificato questo suo diritto in nome di una dominanza maschile che, partendo dai primi condizionamenti educativi, oltre ad annullarne lo spirito, ne vorrebbero cancellare persino la realtà corporea, nascondendola alla vista sotto varie coperture. Sottolineano l’assunto il claustrofobico corsetto, la schermatura parziale o totale del volto e del capo, oltre ai due unici elementi scenici: la rigidità di un parallelepipedo in plexiglass e un ferrigno letto/prigione/gabbia. Incisiva la partecipazione dell’aitante Christian Alessandria nel ruolo del “cattivo”. Franca Barbuggiani

 

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