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Veneto avanguardia italiana dell'agroalimentare
di Redazione Web (del 29/10/2010 @ 17:23:52, Sezione Economia )
Il Veneto copre oltre il 13 per cento dell’intero export agroalimentare italiano, classificandosi al primo posto con una indiscussa leadership: le esportazioni di vino. Dei quasi 20 miliardi di euro in generi agroalimentari che l’Italia ha esportato nel mondo nel corso del 2009, più di un miliardo è infatti dato dalle produzioni enologiche smerciate da operatori veneti. Lo evidenzia l’ultimo numero di “statistiche Flash”, pubblicazione periodica curata dalla Direzione Sistema Statistico Regionale su dati ISTAT, dedicata questa volta proprio all’offerta agroalimentare veneta. Nell’eccellenza dell’export veneto non c’è peraltro solo il vino, perché i numeri sottolineano come cinque prodotti coprono oltre la metà di quanto viene portato all’estero dall’Italia: paste alimentari, prodotti da forno, formaggi, latticini e carni. Il miglior acquirente del Veneto è da molti anni la Germania, che nel 2009 si è portata a casa oltre il 22 per cento del valore esportato dalla regione. E questo nonostante la crisi che lo scorso anno si è fatta pesantemente sentire, anche se le stime del primo semestre 2010 evidenziano una netta ripresa. Tenendo invece conto della variazione degli ultimi 5 anni, la crescita tra il 2004 ed il 2009 è stata continua ed inarrestabile, grazie soprattutto a paesi come il Regno Unito, che ha aumentato di oltre il 66 per cento il valore di quanto importa dal Veneto, seguito da Danimarca (+56,3) Francia (+52,1) e Paesi Bassi (+51,9). “Il Veneto – ha affermato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato – si conferma terra di grande qualità e di altrettanto straordinarie specificità, con specializzazioni precise all’interno del proprio territorio”. Se Verona ha il primato produttivo e di export, ogni provincia ha le sue particolarità, sia nelle produzioni a denominazione sia in quelle tipiche. “E’ una straordinaria ricchezza, economica e culturale, frutto di millenni di tradizione coniugati con la ricerca, l’innovazione e la capacità imprenditoriale. Il nostro impegno – ha concluso Manzato – è di tutelare questo patrimonio e di valorizzarlo in funzione del reddito delle imprese del settore. Dai lavori e dal confronto aperto nella Conferenza Regionale dell’Agricoltura, dovrà emergere un percorso condiviso che porti al consolidamento di questa miniera del gusto e del sapore, baluardo di biodiversità e biglietto da visita del veneto nel mondo”

 

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