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Patto antievasione
di Redazione Web (del 05/07/2012 @ 16:41:38, Sezione Attualità)
Il Sindaco di Verona Flavio Tosi e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate del Veneto Giovanni Achille Sanzò hanno firmato oggi nella sede municipale un accordo per la partecipazione del Comune all’attività di controllo fiscale. Presenti per il Comune di Verona l’assessore al Bilancio e Tributi Pier Luigi Paloschi e il Comandante della Polizia municipale Luigi Altamura, per l’Agenzia delle Entrate il Direttore Provinciale di Verona Antonino Ettore Lecito e il direttore dell’ufficio regionale accertamenti Giustina Tollot. Dopo Padova, Venezia, Vicenza, Belluno e Treviso, Verona è il sesto capoluogo veneto a sottoscrivere il patto antievasione con l’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione comunale invierà telematicamente alle Entrate informazioni utili ai fini dell’accertamento dei tributi o che possano essere indizio di evasione fiscale. Come corrispettivo riceverà fino al 100% delle imposte recuperate e delle sanzioni. “La sigla di questo protocollo – commenta il Sindaco Tosi – non fa che confermare la collaborazione che già da tempo è in atto fra il nostro Comune e l’Agenzia delle Entrate, per individuare le sacche di evasione significative che rappresentano una piaga sociale, ai danni dei tanti cittadini che pagano regolarmente le tasse. L’Amministrazione comunale di Verona ha deciso di destinare ai Servizi sociali le risorse che entreranno nelle casse comunali a seguito delle segnalazioni antievasione: riteniamo che dare concretamente una mano a chi è in difficoltà sia il modo migliore per utilizzare queste entrate straordinarie, anche per sottolineare che chi evade le tasse crea un danno alla collettività, togliendo risorse e servizi”. I controlli riguarderanno i seguenti ambiti: commercio e professioni (soggetti che esercitano un’attività economica senza partita Iva o che si qualificano come enti non profit svolgendo tuttavia lucrose attività commerciali); urbanistica e territorio (contribuenti che hanno venduto aree edificabili senza dichiararne i proventi o che hanno partecipato ad abusivismi edilizi sia di tipo residenziale che industriale); proprietà edilizia e patrimonio immobiliare (proprietari che non dichiarano seconde/terze case, che affittano appartamenti senza registrarne i contratti o che omettono dichiarazioni Ici, Tia e prossimamente Imu); residenze fittizie all’estero (soggetti che dichiarano di risiedere all’estero ma di fatto continuano a mantenere i loro interessi familiari ed economici in loco); disponibilità di beni indicativi di capacità economica (contribuenti che possiedono una quantità di beni economicamente rilevanti non coerenti con i redditi dichiarati).

 

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