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Quando la politica si (auto)promuove
di Redazione (del 25/02/2006 @ 09:09:00, Sezione Politica)

Come a scuola tempo di pagelle. Palazzo Barbieri giudica palazzo Barbieri. I consiglieri, capigruppo di maggioranza e opposizione, valutano i colleghi assessori. Fra un anno si saprà chi è bocciato o promosso, quando saranno gli elettori a decidere. Ma ora come siamo messi? Scricchiolii nel settore casa e inquinamento, alcuni assessori troppo distanti. Poco coinvolgimento dei consiglieri in settori nevralgici come l'urbanistica. Se la maggioranza riconosce velatamente i ritardi o le carenze della propria gestione, li imputa all'ostruzionismo della destra e alla pesante eredità della precedente amministrazione. I consiglieri di maggioranza hanno complessivamente un giudizio positivo della Giunta, riconoscono che guidare una macchina amministrativa non è affatto semplice: nonostante la mancanza di esperienza in amministrazione (le eccezioni sono Uboldi e Pernigo), «se la sono cavata piuttosto bene tutti». All'interno della maggioranza ha suscitato approvazione la capacità di Stefania Sartori di gestire una delega assolutamente nuova, anche se, stando al giudizio di alcuni, si muove meglio con le donne che con il sociale (vedi la spinosa situazione dei Rom). De Robertis, pur non essendo tale competenza specifica del Comune, ha riempito nel lavoro un vuoto che dovrebbe essere colmato dalla Provincia: e si parla dei corsi di formazione ed orientamento professionale destinati ai disoccupati over 40 e non solo. Molte sono state le mostre promosse, l'arredo urbano funziona e Verona si è abbellita. Nell'arco di tre anni sono state messe in sicurezza e rinnovate 22 scuole, entro la fine del mandato si arriverà a 37.
Mancanza di comunicazione.  Poco lavoro di squadra per questioni sostanziali fra la Giunta e il Consiglio. Questo l’aspetto rilevante che viene fuori dai commenti dei consiglieri sull’attività finora svolta dalla Giunta. Il responsabile? Il sindaco Paolo Zanotto. Carla Padovani (Margherita, maggioranza): «Do un giudizio positivo. Con Uboldi si arriverà, dopo 16 anni, alla conclusione del Pat. I rapporti fra Giunta e Consiglio sono buoni, anche se possono migliorare». Remo Zanella (Sinistra Europea, maggioranza): «Ho una opinione positiva. Lo standard dei servizi forniti ai cittadini è buono. Pur con i tagli avuti i lavori pubblici sono andati avanti. Il punto debole è un derivato ereditario e riguarda le aziende comunali». Massimo Mariotti (Alleanza Nazionale, opposizione): «De Robertis ha creato un indotto al lavoro organizzando convegni, conferenze, viaggi, ma la sua politica del lavoro è inefficace dal punto di vista della concretezza. Poli: uno dei pochi che ha spessore politico. Conosce il suo mestiere. Pozzerle: inefficiente. Si limita ad allargare le braccia e a dire ‘non gavemo schei’. Sartori: una barzelletta. Tamellini: i commercianti non la possono vedere e per l’arredo urbano, basta vedere come sono ridotti i nostri giardini». Edoardo Tisato (Zanotto per Verona, maggioranza): «Il taglio dell’attuale Giunta è improntato al lavoro di squadra. Due i fatti esaustivi: il piano strategico della città ed il Pat, preso in mano dalla Giunta con trasparenza e coinvolgendo la popolazione». Giorgio Bertani (Verdi-Sole, maggioranza): «La Albrigi dimostra più buona volontà di altri, ma manca di esperienza. De Robertis cerca il coinvolgimento. Guerrini dovrebbe avere più coraggio e mediare un po’ meno. Poli: ha buona volontà, è un forte consigliere del Sindaco, ma dovrebbe sorridere di più. Pozzerle è un sorridente, un ottimista di natura, ci sa fare più di altri. La Sartori si muove bene con le donne, sul sociale un po’meno. La Tamellini è una assessora molto molto borghese. Ama il verde ma deve mostrarlo. Uboldi e Pedrazza Gorlero dovrebbero confrontarsi di più con i capigruppo consigliari. Zerbato per la casa dovrebbe fare di più». Sul fronte dell’opposizione il più severo è Roberto Marchesini (Udc): «Al Sindaco do zero perché non è una persona adatta all’attività politica, gli assessori tutti insufficienti perché gli vanno dietro». Giovanni Luca Darbi (Verona Oltre le Mura, opposizione): «Non giudico nessuno. Parlano i fatti. In Giunta ci sono persone che conoscono i meccanismi della politica. Si sarebbero però potuti rapportare in modo diverso con il Consiglio». Fiorenzo Fasoli (Rifondazione Comunista, opposizione): «Guerrini si merita l’insufficienza, Verona è infatti la città più inquinata d’Italia. Poli è l’anima nera dell’amministrazione. E’ il Sindaco ombra: Polo Finanziario e Castel San Pietro sono opera sua. Uboldi, non promosso: fa urbanistica contrattata. Zerbato: insufficienza per il problema casa. Pedrazza Gorlero è troppo assente». Milena Tisato (Gruppo Misto): «Poca collaborazione fra Giunta e Consiglio. Guerrini: negativo per sport e ambiente. Ha imposto tariffe sulle strutture più piccole, ma per sanare il bilancio non si possono tassare le piccole e medie realtà, tralasciando società come l’Hellas o il Chievo. Montagnoli: ha agito nei confronti del Consiglio, sulle aziende partecipate con poca trasparenza. Poli: per me lui detiene il podio della negatività, in quanto il patrimonio architettonico di Verona non solo non è valorizzato, ma persino svenduto. Zerbato ha promosso molte iniziative ma speso anche tanti soldi. Sulla casa che è un problema serio, non ha fatto quanto avrebbe potuto». Matteo Bragantini, segretario provinciale della Lega (opposizione), dà insufficiente quasi a tutti. Si guadagnano un sei stirato Pedrazza Gorlero «per qualche iniziativa” e Zerbato “per l’attenzione alle tradizioni locali». E inoltre: «Poli è totalmente insufficiente, perché Castel San Pietro è stata svenduta. Frigo non è serio per il suo passaggio dal centro destra al centro sinistra. Pernigo e Uboldi potevano fare di più». Daniele Polato (Forza Italia, opposizione): «Insufficienza piena al Sindaco. Con sottobraccio il Codice Civile ha distrutto i rapporti con il Consiglio. Quando si tratta di parlare con i poteri forti della città è pronto a qualsiasi colloquio. Predilige gli interessi finanziari che quelli dei suoi concittadini».

I voti agli assessori
Maria Luisa Albrigi
(Istruzione). Apprezzato particolarmente il suo lavoro con gli asili nido.
Franco Dalla Mura (Servizi sociali). Appena insediato, non ha avuto il tempo di mostrare ciò che sa fare.
Mauro De Robertis (Lavoro). Ha coperto un buco di competenza della Provincia. Apprezzato il suo lavoro sull'innovazione tecnologica anche se i risultati concreti in termini di occupazione non si vedono.
Giancarlo Frigo (Bilancio). Vedi Dalla Mura. Idem.
Luciano Guerrini (Ambiente, Sport e Spettacolo). Critiche aperte o velate sulla spinosa questione dell'aria.
Verona rimane una città molto inquinata.
Giancarlo Montagnoli (Partecipazioni). Agsm domina: l'assessore agisce in modo poco trasparente.
Maurizio Pedrazza Gorlero (Cultura). Troppo distaccato.
Elio Pernigo (Polizia Municipale). Poteva fare di più.
Giangaetano Poli (Patrimonio e Relazioni). L'uomo ombra con molto ascendente sul Sindaco. Soggetto attivo di importanti operazioni.
Carlo Pozzerle (Edilizia). Nonostante i significativi tagli, lavori ce ne sono stati.
Stefania Sartori (Pari Opportunità). Non ha lasciato indifferente. Nel bene e nel male. Però, ha una delega assolutamente nuova…
Francesca Tamellini (Commercio e Attività Turistiche). Considerata in genere troppo distante dal cittadino medio.
Roberto Uboldi (Urbanistica). Uno degli assessori più potenti per la rilevanza della delega. Spesso se la suona e se la canta.
Ivan Zerbato (Quartieri e Politiche per la Casa). Sul discorso 'casa', molte le perplessità.

L'Adige, 25 Febbraio 2006, pagg. 1 e 3

 

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