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Aida storica incanta pubblico dell'Arena
di Redazione Web (del 22/08/2017 @ 16:47:34, Sezione Spettacoli)
Tornata in Arena proseguono fino al 27 agosto le repliche della storica edizione di Aida del 1913, scenografie di Ettore Fagiuoli e coreografie di Susanna Egri, con la quale Giovanni Zenatello aprì le stagioni operistiche in Arena. È la ventesima volta che viene riproposta, da quando Gianfranco De Bosio, in più riprese, la ricostruì a partire dal 1982 sulla base di alcune foto di archivio, ma la sua validità è ogni volta riconfermata dal pubblico che dà il suo incondizionato consenso in termini di presenza e di accoglienze. L’ispirazione è archeologica e maestosa, funzionale all’azione e ben inserita con gusto kolossal negli ampi spazi areniani, che vengono sapientemente valorizzati. Anche stavolta la magia si è ripetuta, confermando a pieno titolo l’acquisizione dell’allestimento tra i “cult” dell’anfiteatro romano. Ciò che può riservare qualche sorpresa è nell’ambito della resa musicale. Alla prima di quest’anno, sul piano vocale, interpretativo e scenico, ha convinto il giovane soprano Monica Zanettin. Svettante e squillante, bei filati e dizione chiara, non senza opportuni accenti drammatici, dimostra di inserirsi con autorevolezza nel solco delle più apprezzate colleghe che l’hanno preceduta nel ruolo del titolo. Tecnicamente poco agguerrito, invece, Gaston Rivero quale Radames, sostanzialmente estraneo alla componente eroica del personaggio. Di buon temperamento verdiano la Amneris di Olesya Petrova, voce potente ma secca. Bene Ambrogio Maestri, quale Amonasro di nobile statura nella sua subdola ambiguità. Solenne il Ramfis di Rafal Siwek; di modesta presenza scenica e vocale il Re di Ugo Guagliardo. Bene Paolo Antognetti (Un messaggero) e Marina Ogii (Sacerdotessa). Ottima la performance del coro preparato da Vito Lombardi. Fiacca e dispersiva la direzione di Andrea Battistoni, dai tempi piuttosto allentati; poco felice, anche ci è sembrato, nella forse intenzionale ricerca di una dimensione soprattutto sinfonica della partitura; orchestra decisamente in sordina. Bene, inoltre, negli inserti danzati, Petra Conti e Alessia Gelmetti, con Davit Galstyan e Alberto Ballester. Pubblico entusiasta. (Franca Barbuggiani)

 

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