Amarone, le famiglie storiche si raccontano in un docu-film

(di Elisabetta Tosi) Un progetto corale che nasce dal forte desiderio di condividere con il mondo la passione per  il proprio lavoro e per il proprio territorio. Si presenta così il docu-film “Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone”, opera del giovane videomaker negrarese Michael Gasparini presentato al Cinema teatro Rivoli di Verona dai produttori che aderiscono all’associazione stessa.

“Dopo 10 anni dalla fondazione del nostro gruppo era giusto trovare un momento di sintesi delle nostre idee, del nostro sentire comune” ha esordito Alberto Zenato, dell’omonima azienda di S.Benedetto di Lugana e attuale presidente delle Famiglie, presentando nella sua introduzione alla stampa del docu-film: “ Volevamo rappresentare la Valpolicella e il suo interprete più illustre, l’Amarone, in un modo molto fruibile, in grado di raggiungere anche un target di consumatori più giovani”.  Dall’idea iniziale di un racconto per immagini del 2019 alla sua presentazione sono passati quasi un paio d’anni, quelli del Covid, e infatti la lavorazione del film si è svolta nei lunghi mesi di lockdown, durante i quali non sono mancate difficoltà logistiche e organizzative. Nonostante questo Gasparini è riuscito a tessere un filo conduttore tra le storie dei produttori, il loro modo di intendere il vino, e gli straordinari paesaggi dei vigneti collinari della Valpolicella, racchiudendo il tutto in poco meno di un quarto d’ora di filmato.

“Le Famiglie Storiche – un racconto sull’Amarone” ha il pregio di dare risalto  soprattutto al territorio, mentre i 13 protagonisti dell’associazione sono posti tutti sullo stesso piano: le brevi interviste in cui i produttori si alternano parlando ciascuno della propria esperienza e del proprio modo di intendere l’Amarone sono infatti girate in bianco e nero su sfondo bianco, in netto contrasto con i colori brillanti dei paesaggi della Valpolicella.

Una scelta stilistica che sottolinea come il protagonista della storia sia soprattutto il vino e i luoghi in cui nasce, delle cui specificità si fanno interpreti  i produttori, come ha spiegato Marilisa Allegrini: “Prima di essere viticoltori siamo custodi del territorio. Abbiamo un patrimonio viticolo importante e noi delle Famiglie Storiche condividiamo il desiderio di andare in giro per il mondo a comunicare il bello che facciamo e la preziosità di ciò che abbiamo”.

“ La Valpolicella è un territorio più unico che raro, perchè si coltivano diversi vitigni autoctoni con i quali si fanno ben 5 tipologie di vino diverse – ha osservato Pierangelo Tommasi durante la tavola rotonda seguita alla proiezione e moderata dal giornalista Matteo Cioffi – Io non ricordo nessun’altra zona vitivinicola al mondo che riesca a produrre vini così diversi e dalla chiara identità impiegando sempre gli stessi vitigni”. E il più prestigioso di questi vini è il risultato di un procedimento che unisce tre importanti attori: la vigna, il fruttaio e la cantina. Ma esperienza e tecnologia a parte, l’ultima parola la da’ sempre il territorio, l’annata. “

Se la natura dice sì è sì, se dice no, è no – ha concluso Tiziano Castagnedi dell’azienda Tenuta Sant’Antonio – Siamo nati agricoltori e conosciamo bene le sue regole. La tecnologia è un aiuto, serve a farti dormire più sereno, ma senza una materia prima all’altezza non ci sono investimenti che tengono”. Il docu-film sarà presto visibile sui canali social delle aziende dell’associazione.

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