AMT, Rupiani si presenta: cantieri chiusi per il 14 maggio

La filovia è solo uno dei temi sul tavolo, ma tanti altri sono i progetti sui quali Amt punta per una continua crescita aziendale. Dall’innovazione digitale all’educazione stradale, dall’impatto ambientale alla mobilità sostenibile fino ai bandi europei che contribuiranno a fare di Verona una città ai livelli della capitali europee. 

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Amt è stato presentato ufficialmente dal sindaco Federico Sboarina in sala Arazzi: il neo -presidente Alessandro Rupiani, i consiglieri Manuela Rigoni, Cristina Magrella e Gianluca Soldo (questi ultimi due già membri del precedente CdA). A breve sarà nominato anche il rappresentante di minoranza, ora vacante dopo che Alberto Benetti ha rifiutato l’incarico. Il curriculum di Alessandro Rupiani lascia poco spazio alle interpretazioni. Uomo di economia e finanza, vanta un’ampia esperienza decennale in settori e di prestigio, è docente di Economia finanziaria e Aziendale all’Università di Verona e alla Cattolica di Milano, oltre che consulente finanziario. In Amt si sente un po’ a casa. Come raccontato da lui stesso durante la conferenza stampa, all’azienda di trasporto pubblico locale è legato anzitutto dalla storia familiare, visto che il padre è stato per 35 anni autista dell’Amt. Inevitabile quindi la riflessione legata all’aspetto umano e alla volontà da parte del neo presidente di valorizzare il lavoro e l’impegno dei dipendenti dell’azienda per migliorare sempre di più il trasporto pubblico locale, oggi come allora. Per fare ciò ci sono una serie di obbiettivi e opere da realizzare, alcune già avviate, altre da concretizzarsi attraverso la politica aziendale. Anzitutto ci sono le priorità del sindaco. La filovia anzitutto.

Al nuovo management Sboarina chiede di proseguire il percorso avviato dall’Amministrazione in merito al progetto della filovia e soprattutto di vigilare affinché vengano rispettati i termini previsti dall’accordo transattivo firmato a inizio gennaio tra Amt e l’Ati, l’Associazione temporanea di imprese incaricata di realizzare l’infrastruttura. Accordo che prevede il termine tassativo di fine lavori entro il 14 maggio in tutti i cantieri (unica deroga concessa per via Città di Nimes per il rallentamento causato dal ritrovamento dell’ordigno bellico) e che fa seguito alla risoluzione del contratto per inadempienze che Amt ha fatto a ottobre 2020 nei confronti dell’Ati, visto che da marzo non interveniva nei cantieri già aperti. In questa fase, il nuovo percorso avviato con l’Ati e il dialogo già in corso con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti consentono di valutare varianti migliorative sia per quel che riguarda il mezzo sia per quel che riguarda il tracciato. 

Quindi i servizi ai cittadini che sono la principale mission dell’azienda. Per il sindaco è fondamentale, in virtù anche del contesto storico legato alla pandemia, premere l’acceleratore sul processo di ammodernamento, innovazione e digitalizzazione già avviato in questi tre anni da Amt. Un percorso che ha portato notevoli vantaggi agli utenti grazie a servizi sempre più online e di cui si può usufruire anche da remoto per quanto riguarda i permessi, ma anche attraverso un massiccio potenziamento degli autobus elettrici e di iniziative realizzate per migliorare sempre di più il servizio pubblico.

“Al nuovo consiglio di amministrazione chiedo poche cose ma concrete – ha detto Sboarina-. La priorità va data senza dubbio alla filovia, pretendo il massimo controllo sul rispetto dei tempi concordati per la fine dei cantieri legati all’infrastruttura. La scadenza è il 14 maggio, non è tollerabile un solo giorno di ritardo, cittadini e commercianti hanno sopportato per troppo tempo i disagi connessi ai lavori. In parallelo proseguiremo il dialogo e il confronto avviato proficuamente con il Governo per valutare la possibilità di migliorare l’opera. La filovia è senza dubbio una delle grandi opere pubbliche sul tavolo dell’Amministrazione, un progetto che abbiamo ereditato dalla precedente Amministrazione, una matassa intricata che a noi è toccato il compito di sgarbugliare e che è sul tavolo del comune dal 2013. Non occorre che lo dica un avvocato, quando c’è un contratto firmato, come quello che abbiamo trovato, non si può fare molto se non cercare la maniera per migliorare l’opera. E’ ciò che stiamo facendo sul fronte dei cantieri e con il dialogo con il ministero. Mi aspetto molto anche sul fronte dei servizi, la pandemia ci impone di accelerare sull’innovazione e sulla digitalizzazione, puntiamo anche alla svolta di tipo ambientale”.

 Il presidente Rupiani ha illustrato un lungo elenco di progetti già sulla carta, fondamentali per la crescita dell’azienda oltre che migliorare la qualità della vita dei cittadini. “Rispetto al core business dell’azienda, il progetto filovia e il suo evolversi avrà tutta l’attenzione che merita, così come ci viene richiesta dal Comune – ha detto Rupiani-. Lavoriamo per arrivare alla soluzione migliore, i tempi ci dicono che sarà una filovia molto più elettrica di quella prevista, più moderna, efficiente, sicuramente più green. Il tema dell’efficientamento energetico sarà centrale, puntiamo a cambiare il concetto della mobilità con una transizione verso una vita migliore che passa anche attraverso a come ci si muove. Lavoreremo sull’educazione ambientale, presenteremo il primo bilancio in chiave sostenibile, parteciperemo a tutti i bandi europei che ci permetteranno di elevarci, anche grazie ai servizi di Amt, ai livelli delle più moderne capitali europee. Ringrazio chi mi ha preceduto per il lavoro svolto, ora aspettiamo solo il consigliere in rappresentanza delle minoranze per iniziare insieme il lavoro di squadra”. 

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