Attenzione alle strisce pedonali. Adesso bisogna fermarsi anche se i pedoni “s’ accingono”

Attenzione davanti alle strisce pedonali! Anche se un pedone non sta attraversando e non ha ancora messo il piede giù dal marciapiede, ma è in procinto di attraversare la strada bisogna fermarsi. Anche se sul passaggio pedonale non c’è nessuno, bisogna fermarsi lo stesso. E’ la nuova norma -assieme ad altre- del Codice della strada aggiornato. Siamo tutti pedoni! E quasi tutti automobilisti, motociclisti o ciclisti. Conosciamo quindi il punto di vista degli uni e degli altri. Non bisogna fare i tifosi degli uni o degli altri. Chi guida è bene che si metta nei panni dei pedoni. E viceversa. Solo così può funzionare. Col buonsenso. Perché la nuova norma del Codice sembra fatta apposta per scaricare la colpa di un eventuale incidente sempre e comunque sull’automobilista. Si presta a interpretazioni pericolose. Sposta l’attraversamento sulle strisce dal campo dell’oggettività – i pedoni hanno il piede giù da marciapiede, dato oggettivo- a quello della soggettività: “si accingono”, ovvero hanno intenzione o si apprestano ad attraversare. Ma questo lo può sapere solo il pedone. E ammesso che non stia lì fermo per fatti suoi, entro quanto tempo deciderà di attraversare? Ognuno ha i suoi tempi. Ci sono quelli che si “buttano”, che sbucano improvvisamente dal marciapiede e si materializzano agli occhi dell’automobilista all’improvviso, magari perché l’inizio del passaggio pedonale è nascosto da qualcosa che ne impedisce la vista. Sono questi i casi di tanti incidenti, a volte anche gravi. Se il pedone ha il diritto di attraversare, l’automobilista ha quello di avere il tempo ragionevole per accorgersene. Ora con quel “s’accingono” tutta la responsabilità passa automaticamente all’automobilista. Con le conseguenze che ben si possono immaginare in caso di sinistro: multe salate, punti sulla patente decurtati, lesioni fino all’omicidio stradale. Poi c’è anche il caso opposto. I pedoni che si ritengono in diritto di attraversare passeggiando lentamente e magari guardando l’automobilista fermo per farli passare con aria di sfida: eh, eh…io ho il diritto di passare e tu lì stai fermo finché decido io. Un momento di rivalsa  per chissà quali frustrazioni. Oppure c’è quello che attraversa col telefonino in mano e non alza neanche lo sguardo perché sta messaggiando. La nuova norma lascia molto perplessi.

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