(n.f.) Era rimasta l’unica passeggiata naturale, immersa nel verde dove si poteva camminare e correre sentendo sotto i piedi la piacevolezza della terra battuta. Era, appunto, perché da oggi il boschetto area del Parco dell’Adige, che dalla fine del Lungadige Catena conduce al Canoa Club della diga del Chievo è diventata una strada “asfaltata”, anzi cementificata.

L’incredibile e amara scoperta è stata fatta questa mattina quando al posto dell’idilliaco sentiero è “comparsa” la strada che nulla ha da invidiare alle normali vie cittadine. In verità era qualche giorno che si vedevano schiacciasassi andare avanti e indietro lungo il sentiero, ma si pensava che si sarebbero fermati a quella che, con il senno di poi, era solo la base: uno strato di materiale terroso livellato sopra al quale, successivamente, è stata fatta la gettata (nella foto qui in basso).

Continua quindi la scellerata gestione del verde pubblico veronese che viene abbattuto e soffocato senza ritegno nei confronti della natura e anche dei cittadini che ormai pare non possano più avere il diritto di poggiare il piede sulla terra. Senza considerare poi che camminare e correre sulla nuova e rigida pavimentazione provoca gli stessi danni ad articolazioni e colonna vertebrale delle strade asfaltate. Certo le biciclette sfrecceranno…

Insomma, invece che tutelare questo prezioso sito botanico naturalistico ripulendolo dalle immondizie che sono ovunque e curare le piante liberandole dalle specie parassite che le soffocano fino a farle crollare, la pubblica amministrazione ha pensato bene di rovinarlo irrimediabilmente secondo una logica che non ha nulla di ambientalista.

E se poi qualcuno dirà che, tanto, questa nuova copertura non è tossica allora vuol dire che non capisce niente di natura e non si rende conto di avere distrutto, e chissà a quale costo (oltretutto), un vero angolo di paradiso.

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