Cattolica Assicurazioni chiude la settimana con l’ennesimo ribasso. Donnet (Generali): aumento di capitale solo pro-quota

Cattolica Assicurazioni chiude la settimana borsistica in ribasso, un po’ complice la contrazione più generale dei mercati azionari europei – Piazza Affari ha perso oggi l’1,57% – e un po’ per un clima non positivo sulla compagnia di Lungadige Cangrande dove gli analisti si attendevano un cambio management in tempi più rapidi (invece si andrà al 14 maggio prossimo) e anche l’annuncio della chiusura di un accordo col banco BPM per la fine della joint-venture di bancassurance Vera Vita, magari in linea con quello raggiunto con UBI Banca. Un’attesa questa forse eccessiva dato che la rottura su Vera Vita è davvero troppo recente per poter raggiungere un accordo da mettere nero su bianco nel rendiconto 2020 (qui il nostro articolo) di Cattolica approvato pochi giorni fa. Quale che sia la ragione, oggi comunque Cattolica chiude ampiamente sotto la linea di galleggiamento di 4€/azione, a 3,854€/azione, meno 3,6%: una contrazione doppia rispetto alla totalità del listino

Intanto, Philippe Donnet l’amministratore delegato di Generali che ha raggiunto l’accordo con Cattolica è stato intervistato da Repubblica proprio su questa operazione circondata da molti rumors: addirittura, si vociferava di un defenestramento di Donnet colpevole di aver portato in casa un problema e non una chance di crescita. Queste le sue dichiarazioni rilasciate a Francesco Manacorda e  Vittoria Puledda. Dichiarazioni ancora molto lontane, fra l’altro, dal lancio di una OPA…

Avete preso il 24,4% di Cattolica. Anche qui con qualche malumore tra i soci o con assenze strategiche in cda, come quelle dei rappresentanti di Del Vecchio e Caltagirone quando si votò l’operazione…
«Non commento voci o rumors. Abbiamo proposto un’operazione di partneriato, con un accordo industriale, ovviamente approvato dal cda. E già nel 2021 l’accordo ci darà grandi soddisfazioni; la vendita di prodotti dell’asset management è in corso, mentre a marzo venderemo i nostri servizi salute e Internet of Things ai 3,5 milioni di clienti Cattolica».
Intanto sui 300 milioni investiti in Cattolica registrate una minusvalenza potenziale di circa 90. Rifarebbe l’operazione?
«Certo che sì. La minusvalenza è solo teorica e temporanea, mentre noi abbiamo una visione strategica di lungo termine».
Potreste aumentare la vostra quota in Cattolica, magari approfittando del prossimo aumento di capitale?
«Vedremo le condizioni a cui sarà lanciato l’aumento e verosimilmente parteciperemo. Ma solo per la nostra quota».

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