Catullo senza più controllo del traffico aereo? per il Governo è la soluzione “ideale”

La riorganizzazione dei centri di controllo d’area (Acc) del Nord Italia non abbassa la qualità del servizio, anzi, non crea criticità’ dal punto di vista della sicurezza e non prevede una riduzione del personale. Lo spiega il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nella foto, citando le informazioni ricevute da Enav in risposta ad una interrogazione presentata da una folta schiera di deputati della Lega. «Il cambiamento nell’organizzazione della fornitura del servizio operativo -anche per i siti del Centro di controllo d’area (Acc) di Padova e dell’aeroporto di Verona- non incide in alcun modo sulla resilienza e sulle performance del sistema ma è finalizzato ad innalzarne ulteriormente i livelli ed a migliorarne le capacità ricettive”, afferma Giovannini nella risposta scritta visionata dallìagenzia di stampa ‘Dire’.

«Quanto alla tutela dei posti di lavoro, il nuovo modello operativo, che si proietta in un orizzonte temporale di 10 anni, non contempla riduzioni di personale, ma delinea una diversa articolazione delle strutture a livello nazionale, prevedendo, a regime, l’ottimizzazione della capacità di controllo garantita dalla nuova struttura degli Acc, con l’assorbimento anche delle attività di avvicinamento, nonché la trasformazione degli Acc di Brindisi e di Padova Abano Terme in hub di eccellenza per la gestione da remoto del traffico aeroportuale”, prosegue il ministro evidenziando che “la realizzazione del nuovo modello organizzativo è in linea con le iniziative intraprese in altri Paesi europei di semplificazione dei centri di controllo e di implementazione della tecnologia delle remote towers come strumento per migliorare la gestione dei flussi di traffico aereo».

Enav assicura poi che “la prevista integrazione del servizio di avvicinamento attualmente fornito dallo scalo di Verona con quelli resi dal centro di controllo d’area di Milano non incide né sull’attività operativa né sulla safety, allineando, al contempo, l’aeroporto scaligero al modello operativo degli altri aeroporti europei ed italiani – come Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Olbia Costa Smeralda, Milano Malpensa, Milano Linate e Bergamo Orio al Serio – nei quali la fase di avvicinamento viene da sempre gestita dai centri di controllo d’area”, riporta Giovannini. E “l’eventuale riallocazione del personale coinvolto nel predetto spostamento dell’attività da Verona al centro di controllo d’area di Milano, a parità di perimetro di occupazione, avverrà esclusivamente su base volontaria, così come concordato con le parti sociali nel protocollo di intesa del 13 maggio 2019»

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail