Città metropolitana: per il bene di Verona bisogna superare gli steccati

(di Paolo Danieli) Verona nel Veneto è marginale. Non tanto perché geograficamente ai confini, ma perché da alcuni decenni è marginalizzata politicamente e il baricentro della regione è collocato nel triangolo Venezia-Padova Treviso, con tutto quel che ne consegue in termini di scelte strategiche e destinazione di risorse. Di qui il progressivo declino.  Chiunque faccia politica non può non essersene accorto. Altrimenti è meglio che cambi mestiere. Si tratta di un di fatto eclatante, che non può essere ignorato da chiunque, politico e non, abbia a cuore il futuro di Verona e del suo territorio.

Saper trarre il bene anche dal male è una delle più grandi doti dell’uomo. Questa situazione negativa, se adeguatamente affrontata, può diventare il punto di partenza per invertire la tendenza e riportare Verona al ruolo che le compete. Non solo. La presa d’atto comune di questa condizione può diventare il punto d’incontro fra tutte le forze politiche veronesi che intendano fare davvero gli interessi della nostra comunità.

Qualche settimana fa in un’intervista a L’Arena avevo lanciato l’idea per conferire di nuovo centralità a Verona attraverso due progetti: la “Regione del Garda” e la “Città Metropolitana”. Due progetti che in realtà sono un progetto unico. Un sostegno a questa idea è arrivato subito da Gianni dal Moro, deputato del Pd. Il fatto che un autorevole esponente della sinistra l’abbia condivisa ha fatto scattare in me un’idea semplice e complessa al tempo stesso. Semplice, perché in un mondo normale dovrebbe essere normale che persone che condividono i medesimi progetti si mettano assieme. Complessa, perché l’assetto bipolare della politica italiana rende difficile realizzare qualcosa di trasversale, anche se condiviso. Solo che di mezzo c’è il bene di Verona e il suo futuro. E allora uno sforzo vale la pena di farlo. E se a Roma centrodestra e centrosinistra si ritrovano assieme nel governo Draghi, perché a Verona per il bene di Verona non possiamo lavorare tutti assieme per lo stesso progetto? Chi ci sta batta un colpo.

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