Crisi del centrodestra. Segnali di pace di Salvini. Verona appesa alle decisioni nazionali

Al contrario della Meloni che è molto irritata per come sono andate le cose all’elezione del Presidente della Repubblica, Salvini getta acqua sul fuoco. Se la leader di Fratelli d’Italia ha affermato che il centrodestra non c’è più e che d’ora in poi i suoi alleati saranno “gli italiani”, dichiarando la volontà di una corsa solitaria nella raccolta del consenso confortata dagli ultimi sondaggi che vedono il suo partito in crescita, Salvini da via Bellerio, dove ieri s’è tenuto il Consiglio Federale ( nel linguaggio legista corrisponde al Consiglio Nazionale degli altri partiti) lancia segnali di pace. “La Lega è compatta e il centrodestra si ricostruisce, non c’è problema”.

Si capirà in seguito se la ricostruzione del centrodestra riguarderà il progetto di dar vita ad una sorta di partito Repubblicano all’americana, come ventilato all’indomani dell’elezione di Mattarella, oppure la ripresa del discorso interrotto bruscamente nei gironi scorsi.

Ripercorrendo la brutta vicenda dell’elezione del Presidente Salvini ha affermato che “non ha visto il centrodestra prevalere perché è mancato un pezzo del centrodestra”. Ed anche questo depone per una volontà pacificatrice.

La situazione veronese è appesa a quello che accadrà nei rapporti nazionali soprattutto fra Lega e FdI. Le cose cambierebbero di molto se la rottura si ripercuotesse a cascata sul territorio, con Lega e Fi che non partecipano alla coalizione che sostiene Sboarina. Ma il fatto che fra l’altro Salvini abbia dichiarato “non metto in discussione sindaci e governatori” produce un certo ottimismo.

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