DDL Zan, FDI in campo lunedì. Morgante: Evidente la volontà di stravolgere la Costituzione e di zittire chi si oppone

Nuova manifestazione pubblica di Fratelli d’Italia contro il DDL Zan alla vigilia del voto al Senato: lunedì 12 luglio, alle 17,30, al Liston 12 in Piazza Bra, Ciro Maschio (Commissione Giustizia della Camera), Luca De Carlo (coordinatore regionale FDI), Maddalena Morgante (del Dipartimento veneto FDI per famiglia, valori non negoziabili e pari opportunità) e Maria Rachele Ruiu (Responsabile scuola di ProVita e Famiglia) spiegheranno le ragioni contro l’introduzione di questa norma.

Spiega Maddalena Morgante: « Posto che il nostro ordinamento già prevede delle tutele per i soggetti più deboli ingiustamente discriminati, questo disegno di legge lascia assoluta discrezionalità ai magistrati giudicanti nel decidere cosa sia discriminazione e incitamento all’odio e cosa sia semplice espressione di un’idea o di un pensiero.
Come già ampiamente spiegato da numerose componenti della società civile, fra cui anche alcune associazioni femministe e parte del mondo associativo Lgbt, questo è un testo in cui il furore ideologico di chi vuole completamente stravolgere i valori fondamentali della società, agendo sull’identità stessa delle persone, non esita a andare contro due diritti sanciti dalla nostra Costituzione: la libertà di espressione e la libertà educativa.
Nella furia di voler creare delle categorie maggiormente protette di altre è evidente il tentativo di eliminare ogni voce contraria o ragionamento differente. Anche il tentativo di portare consenso a questa legge includendo in queste categorie le donne ed i disabili non risponde a nessuna logica. Le donne non sono una minoranza, ma la maggioranza della popolazione e non si può certo pensare di eliminare la violenza verso di loro rinchiudendole in una definizione di soggetto debole, in quanto alle persone con disabilità la legge 104 indica già quali sono le attenzioni che i legislatori hanno posto in essere. Attenzioni che – conclude Morgante – non possono certo essere estese a chi si differenzia per una auto-percezione, ad esempio, diversa da quella del sesso biologico».

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