Dolcevera Recioto Classico 2017, la nuova generazione della Valpolicella

(di Carlo Rossi) Marco Benedetti, classe 1988, nella foto, è un altro dei “giovani terribili” della new wave della Valpolicella. E’ titolare di Dolcevera, bella realtà in quel mosaico geologico che si chiama comune di Negrar. I vigneti sono localizzati nella frazione Villa, ad una altitudine che va dai 260 ai 280 metri di quota. La loro esposizione è sud-sudovest, mentre l’origine geologica dei terreni è iniziata da depositi calcarei, sollevamento marino, glaciazione e le vaste alluvioni del fiume Adige. Il territorio in questa frazione è infatti argillo-limoso, terreni con buone capacità di ritenzione idrica e minerale.

Da tre anni Marco ha aderito all’innovativo  progetto istituito dal Consorzio Valpolicella chiamato 3R, ovvero Riduci, Risparmia, Rispetta dedicato inparticolare alla sostenibilità. Dispone di 5 ettari di cui uno a guyot (età media 15 anni, densità 3.300 ceppi)  e altri 4 a pergola veronese (età media 35 anni, medesima densità del guyot).

Risultato due vini entusiasmanti e commoventi, Amarone e Recioto, in particolare quest’ultimo denota la cifra stilistica di un produttore di razza. Marco è alla seconda annata con il 2017 che vede 700 bottiglie prodotte , la prima nel 2016, in affinamento le altre ovvero 2018,2019 e 2020. Di sé dice  “con DolceVera desidero interpretare i terroir di Villa, producendo vini rossi come Valpolicella Classico, Ripasso, Amarone e Recioto, producendo un vino rosso frutto della passione trasmessa da mio padre e dell’amore per le mie origini.” . Il Recioto della Valpolicella Classico di Marco Benedetti è un vino sontuoso, elegante e principesco. Un colore rosso rubino intenso, tendente alla mora di gelso matura. Bei profumi di confettura di frutta di bosco, di ciliegie, di canditi salgono al naso prorompenti. Un bicchiere che si fa necessariamente attendere prima di essere portato al palato. Profumi di festa e gioia attivati da un fumé e da pietra focaia.   

 Il Recioto della Valpolicella, è il più antico dei vini prodotti in questa zona. Citato fin dai tempi dei Retici e del Re Teodorico, è stato per secoli la vera espressione di questa terra. Viene prodotto con la stessa tecnica per l’Amarone, con una vendemmia tardiva ed una cernita accurata si raccolgono le uve in cassette da 6 kg l’una e vengono messe ad appassire in fruttai per 3 mesi circa. In seguito dopo la pigiatura e diraspatura, sempre a temperatura controllata, si esegue la macerazione sulle bucce per 30 giorni. Al contrario dell’Amarone però, si blocca la fermentazione, affinché non tutti gli zuccheri vengano trasformati in alcool ma bensì rimanga un vino dolce e profumato.

Affina per 12 mesi in vasche di acciaio inox e poi per un breve periodo in botti di legno. Seguono altri 6 mesi di affinamento in bottiglia. 14 gradi alcol per 140 zuccherino, stilisticamente corretto ed affascinante.

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