Arrivano i primi scossoni della caduta di Draghi.  Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e Mariastella Gelmini, ministro degli Affari Regionali hanno lasciato Forza Italia. Non hanno condiviso la decisione del partito di non votare la fiducia al governo. Brunetta ha dichiarato che “non votando la fiducia a Draghi, Forza Italia ha tradito la sua storia e i suoi valori. Non sono io che lascio, è Forza Italia che lascia se stessa”.
Gelmini ha così spiegato la sua decisione: ”Forza Italia ha definitivamente voltato le spalle agli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai ceti produttivi e alla sua storia, e ha ceduto lo scettro a Matteo Salvini”. La scelta della Gelmini era nell’aria da qualche tempo. Il 9 luglio scorso aveva partecipato alla Convention dei centristi di Giovanni Toti nonostante il giorno prima Berlusconi avesse preso le distanze dall’iniziativa (”Il centro siamo noi”). Adesso l’attenzione è concentrata su Mara Carfagna e degli altri azzurri, come il senatore Andrea Cangini che ha votato sì la fiducia a Draghi in dissenso da Fi.
Queste defezioni potrebbero essere le prime di un più vasto smottamento nel partito di Berlusconi che ormai da tempo è attraversato dalle tensioni derivate da due fondamentali tendenze. Quella centrista, attratta dall’idea di costituire un centro assieme ad altre forze politiche minori, e quella che punta ad un ricompattamento del centrodestra assieme alla Meloni e a Salvini.

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