Green laser, al Magalini di Villafranca la luce verde cura l’ipertrofia prostatica

Ovviamente, la medicina migliore è la prevenzione. Ma sappiamo che la popolazione maschile adulta è refrattaria alle visite urologiche che permetterebbero di individuare per tempo molti problemi. Eppure, non si tratta di malattie “rare”. Ad esempio, il cancro alla prostata è una delle più diffuse malattie che colpiscono gli uomini oltre i 50 anni. Secondo le statistiche più recenti,  è diffuso nel 20% degli uomini che si ammalano di tumore e, in Italia, colpisce un uomo su 8. Se intercettato per tempo ha una bassa mortalità. Nell’attesa di un cambio di approccio, la tecnologia fa passi da gigante per risolvere in maniera sempre più precisa le malattie dell’apparato urogenitale: l’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’Ospedale Magalini di Villafranca, diretta dal dr. Giuseppe Pecoraro, ha acquisito una nuova apparecchiatura, il Green Laser (utilizzabile anche dall’Ospedale di San Bonifacio). L’UOC è in grado di trattare l’ipertrofia prostatica (IPB) semplicemente vaporizzandola. Il Magalini è il primo centro in provincia di Verona ad applicare tale metodica che presenta diversi vantaggi:

– è praticamente esangue perché il Green Laser, durante la vaporizzazione, determina anche l’istantanea coagulazione dei vasi sanguigni, evitando il sanguinamento. Pertanto non è necessario provvedere al predeposito di sangue.

– si può applicare tranquillamente ai pazienti in trattamento con antiaggreganti, senza dunque la sospensione di tali farmaci

– è possibile il trattamento anche in regime di Day Surgery

– si applica con maggior sicurezza ai portatori di pacemaker perché evitando l’utilizzo dell’elettrobisturi, non si corre il pericolo di interferire con la stimolazione elettrica del dispositivo elettronico.

L’utilizzo del Green Laser rappresenta un salto di qualità nel trattamento mininvasivo della IPB grazie a questo potente laser al triborato di litio che vaporizza con precisione millimetrica il tessuto prostatico eccedente, trasformandolo in bollicine di vapore. Si tratta di una pratica clinica che si può applicare tranquillamente a tutti i pazienti affetti da IPB, compresi quelli ad alto rischio clinico. Nessuno dei pazienti finora trattati ha avuto necessità di trasfusioni di sangue. A tutti i pazienti il catetere è stato rimosso il giorno dopo ma l’UOC conta di arrivare a rimuoverlo il giorno stesso della procedura.

I primi risultati evidenziati con questo trattamento sono stati un pronto recupero psicofisico del paziente, una riduzione dei tempi di degenza e una conseguente riduzione dei tempi di attesa grazie all’incremento del numero di interventi che è possibile effettuare. Tutta la metodica dell’intervento con il Green Laser è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.

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