Il Lecce impone la legge dell’ex al Chievo, che paga le assenze

Perde con un diretto concorrente per la promozione il Chievo nell’anticipo del venerdì in una fredda serata con la temperatura di poco sopra lo zero al Bengodi. Il Lecce ha vinto meritatamente per 2-1. Ancora una volta la legge dell’ex ha colpito in tutti i sensi. Il primo gol a dici minuti dall’inizio è arrivato dell’ex Stepinski del primo tempo. I clivensi hanno pareggiato al 21° con Garritano. La squadra di Corini, altro grande ex essendo stato giocatore del Chievo per cinque anni e allenatore per tre, si è dimostrata una vera “corrazzata” come l’ha definita Garritano nell’intervallo. La squadra di Campedelli è scesa in campo con una maglia azzurra e amaranto bruttissima, privo del portiere titolare Semper e di Renzetti, sostituiti rispettivamente da Seculin, incolpevole per i gol, e da Cotali. Falco a due minuti dal fine partita ha segnacoli senso gol che ha dato la vittoria al Lecce.

Nel primo tempo il Chievo ha creato qualche occasione ma poi è sempre andato a sbattere contro la difesa del Lecce, dove ha giganteggiato l’ex Hellas Taxidis, riuscendo a organizzare solo delle incursioni ripetitive e sterili di Canotto sulla fascia destra. La difesa clivense più volte è andata in confusione, ma quello che più ha fatto incazzare Aglietti sono state le numerosissime palle perse nelle ripartenze. Al centrocampo è mancata la fonte del gioco. Anche con i cambi avvenuti nella seconda metà del secondo tempo la situazione non è migliorata e così il Chievo ha subito la seconda sconfitta casalinga. E, si sa, tre punti persi in un confronto diretto valgono sei. Non bisogna però fare tragedie. La squadra rimane nell’alta classifica e per di più con una partita in meno dovendo recuperare quella non giocata sabato scorso con il Vicenza, rinviata causa Covid. Il campionato è ancora lungo, il gruppo c’è e l’allenatore sa il fatto suo. 

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