Abbiamo detto più volte dell’antibiotico-resistenza. E’ quel fenomeno che rende i microbi insensibili agli antibiotici a causa dell’uso smodato e sbagliato che sue ne fa. Il pericolo è che, continuando così, si selezionino dei ceppi di batteri impossibili da combattere, con l’effetto che si ritornerebbe indietro di più di un secolo.
Ecco allora la necessità di provvedere su larga scala per impedire che l’antibiotico-resistenza si diffonda ulteriormente. Compito, questo, dei governi. 

Il Ministero della Salute ha redatto un Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza che verrà passato alle regioni che sono le istituzioni che hanno la competenza sanitaria per applicarlo.

L’attenzione del Ministero s’è appuntata sulle confezioni degli antibiotici, sulle quali dev’essere scritto chiaramente come non farne un uso sbagliato.

L’Italia è uno dei paesi dove se ne usano di più: 16,5 dosi/1000 abitanti al giorno, il 10% più della media europea. E quello che preoccupa ancora di più è che se ne fa un uso smodato negli allevamenti di animali: addirittura il doppio che in Europa.

A causa dell’antibiotico-resistenza muoiono ogni anno in Europa 33 mila persone, colpite da batteri che è stato impossibile eliminare con gli antibiotici.

Il Piano del Ministero prevede che sia organizzata la sorveglianza a livello nazionale sull’antibiotico-resistenza, sia in ambito ospedaliero che territoriale, promuovendo l’uso appropriato degli antibiotici sia a livello umano che animale. Promuove inoltre la ricerca, la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle infezioni antibiotico-resistenti, attraverso la collaborazione internazionale. Infine il Piano punta a rendere i cittadini più consapevoli del problema con delle adeguate campagne d’informazione.

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