“La pandemia e la povertà frenano la prevenzione dei tumori”. E la LILT porterà gli ambulatori nei quartieri e sul territorio

Ambulatori temporanei sul modello dei temporary outlet, per avvicinarsi alla popolazione dei quartieri e dei paesi che necessitano di maggiore attenzione alla conservazione della salute. La LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, presenta il piano per lo sviluppo della prevenzione sul territorio scaligero nei prossimi anni, forte delle mille visite l’anno nelle sedi di Verona, Sant’Anna D’Alfaedo e San Martino Buonalbergo. Visite e colloqui realizzati anche nelle sedi delle aziende che hanno richiesto il suo aiuto.

“A nome del direttivo sento il dovere di ringraziare il dott. Alberto Massocco, direttore della Senologia chirurgica dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, per gli anni spesi e il lavoro svolto in Associazione come presidente. Siamo già in città, in Borgo Trento, a Sant’Anna D’Alfaedo e San Martino”, spiega il nuovo presidente di LILT Verona, Sante Burati, “ma occorre avvicinarsi alle persone più bisognose. L’emergenza Covid e l’aumento della povertà tra la popolazione sta incidendo significativamente sulla continuità dei percorsi di cura. I controlli specialistici, purtroppo, in molti casi non sono più una priorità. Per questo stiamo valutando di realizzare dei punti di accesso temporanei in aree selezionate sia nei quartieri del capoluogo che nei paesi della provincia”.

Sante Burati, presidente LILT Verona
Sante Burati con l’assessore ai Servizi Sociali Daniela Maellare e Maria Dal Mas Cadura

Gli ambulatori Lilt offrono gratuitamente, su prenotazione telefonica (045-8303675 e 334-5216814 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30) controlli dermatologici, urologici, senologici e consulenza psicologica ad ammalati e loro familiari. Un ambulatorio fisioterapico è a disposizione per il trattamento del linfedema. Di prossima apertura un ambulatorio ginecologico per lo screening in menopausa. “I melanomi, tumori della pelle, il cancro alla prostata e il cancro al seno sono malattie che si possono sconfiggere se prese in tempo”, aggiunge Burati, che è stato responsabile di Ostetricia e Centro fertilità dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar. “La prevenzione è fondamentale. Per citare un esempio oggi la guaribilità dal cancro del seno si è attestata intorno all’85-90%. Ma si potrebbe già parlare di una guaribilità del 98%, se tutte le donne eseguissero gli esami previsti per una diagnosi precoce”.

Il Comune condivide in pieno il progetto e le sue finalità, offrendo a LILT tutto il supporto necessario“, sottolinea l’assessore ai Servizi sociali Maria Daniela Maellare. “La pandemia ci ha costretti a rimodulare molti servizi, per non lasciare indietro nessuno e soprattutto per continuare ad aiutare le categorie più fragili. Ringrazio LILT per l’insostituibile attività che svolge sul territorio e per la capacità di raccogliere le nuove sfide”.

La pandemia da COVID-19 sta avendo un forte impatto sulla prevenzione e sulla continuità dei percorsi di cura in oncologia. I dati parlano di oltre 2 milioni di esami di screening oncologici non effettuati nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a causa della pandemia. Per spiegare questi numeri, emersi dall’analisi dell’Osservatorio Nazionale Screening, non basta pensare solo all’iniziale sospensione delle prestazioni ospedaliere in piena emergenza: un ruolo chiave è stato giocato dalla minore adesione dei cittadini ai programmi di controllo per paura del contagio. E un cittadino su cinque (il 20%) non ha risposto agli inviti a sottoporsi ai test.

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