Marmomac chiude con un doppio successo. La Fiera ha superato le difficoltà della pandemia e può lavorare in presenza

Più di 30 mila operatori qualificati, quasi la metà esteri da 120 diversi paesi, 756 aziende espositrici, di cui 329 straniere da 39 stati, 9 padiglioni espositivi per 60 mila metri quadri: questi i  numeri del 55/o Marmomac, che ha chiuso oggi dopo quattro giornate di business, eventi e formazione.  

Alla Fiera di Verona, salone leader internazionale per l’intera filiera del settore lapideo, primo appuntamento in presenza dopo le restrizioni da Covid si sono incontrati importatori, contractor, architetti e designer da tutto il mondo. Un grande successo che è stato sottolineato da Maurizio Danese, presidente di Veronafiere.  

 “Questa edizione di Marmomac ha vinto una sfida il cui esito non era affatto scontato: mantenere l’elevato profilo di internazionalità e soddisfazione degli operatori che ha sempre contraddistinto l’evento. Da questo possiamo trarre due considerazioni: che il salone possiede una capacità attrattiva per il settore lapideo in grado di superare anche le difficoltà ancora legate alla pandemia. Secondo, abbiamo la prova che le grandi rassegne internazionali possono essere organizzate in presenza e in totale sicurezza, garantendo importanti opportunità di business e relazioni”. 

Matteo Gelmetti, vice presidente di Veronafiere sottolinea che «nonostante molti buyer di Usa, Cina ed India non siano potuti venire in Italia per le restrizioni, la 55^ edizione di Marmomac ha avuto un grande successo internazionale, sottolineando ancora una volta, come la nostra fiera sia punto di riferimento nella filiera della pietra naturale a livello mondiale. Come esempio vorrei portare la collettiva brasiliana, che ha già chiesto il raddoppio degli spazi per la prossima edizione 2022. Veronafiere deve avere sempre di più una dimensione internazionale.»

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