Masi Agricola cresce (+28%) con più redditività e meno debiti. Il mercato è ripartito

Ricavi a 45,5 milioni nei primi nove mesi del 2021 per Masi Agricola SpA, in crescita del 28% dai 35,6 milioni del corrispondente periodo del 2020, un Ebitda (risultato prima delle imposte) più che raddoppiato che tocca 8,1 milioni dai 3,4 del 2020. E un indebitamento finanziario netto sceso a 4,1 milioni, in netto calo rispetto ai 9,3 milioni dello stesso periodo del 2020 e ai 6,4 milioni di fine esercizio. Sono i dati economici consolidati più rilevanti al 30 settembre scorso approvati dal CdA della società di Sant’Ambrogio di Valpolicella, quotata nell’indice Euronext Growth della Borsa di Milano (in precedenza il segmento AIM per le piccole e medie imprese), tra i leader italiani nella produzione di vini di fascia alta.

Una significativa crescita che riporta i ricavi di Masi Agricola sostanzialmente in linea anche nei confronti dei primi nove mesi del 2019, ma che comunque nel 2021 ha subito ancora, per quanto moderato, l’impatto della pandemia, dei lockdown e della difficoltà di viaggiare. In particolare nel terzo trimestre il canale horeca (prevalente per la presenza della società) ha riaperto ma non in tutti i Paesi con la stessa densità di distribuzione. Le località turistiche hanno lavorato d’estate con ospiti provenienti dalle aree di prossimità o comunque da distanze più contenute, e anche questo ha generato un contraccolpo, risultato ancora maggiore nelle grandi città collegate al turismo leisure, di business o al lavoro di ufficio di alto profilo. Uno scenario parzialmente negativo che si è in parte ridotto da ottobre.

La storica cantina in Valpolicella è Il cuore di Masi Agricola
Sandro Boscaini, fondatore e Presidente di Masi Agricola

Il canale Duty free & Travel, storicamente rilevante per Masi, soffre ancora per il calo dei viaggi internazionali, mentre il trade rappresentato dai monopoli e dalla Gdo resta positivo seppure risente del ritorno dei consumi verso l’horeca dal secondo trimestre. “Robusti incrementi” per il canale online, che però in numeri assoluti è ancora una parte minoritaria della distribuzione, come per tutti i produttori di vini di alta qualità. A livello geografico i ricavi mostrano il rilevante incremento dell’Italia (+47%), mentre gli altri Paesi europei aumentano del 18% e le Americhe del 20%. Il Resto del Mondo raddoppia, apportando quasi 1,2 milioni all’incremento complessivo.

Il balzo in avanti dell’Ebitda comporta per Masi Agricola anche un aumento del margine calcolato come rapporto tra Ebitda e ricavi, che sale dal 9,4% al 17,7%. La performance è inoltre migliore anche rispetto al corrispondente periodo del 2019, con oltre 0,5 milioni in valore assoluto e +1,2% di margine, per effetto principalmente di un calo dei costi per servizi superiore all’incremento del venduto. Guardando al quarto trimestre 2021, nel mese di ottobre sia Masi che Canevel hanno conseguito ricavi superiori sia al 2020 che al 2019. La componente positiva, per quanto difficile da stimare per dimensione e durata, prosegue grazie all’elevata propensione dei mercati, soprattutto oltreoceano, ad anticipare gli ordini di acquisto per fronteggiare le difficoltà di trasporto.

Riguardo la situazione generale dei mercati, Masi Agricola osserva nella nota di commento alla trimestrale “una persistente ed elevata imprevedibilità, accompagnata però da un’attitudine degli operatori ritornata moderatamente positiva nei confronti del medio termine, nonostante la recentissima riemersione di una quarta ondata della pandemia in molti Paesi”. Come già comunicato, “la vendemmia 2021 ha confermato le previsioni di un’ottima annata in tutte le aree in cui si sviluppa l’attività del gruppo: una raccolta all’insegna della qualità, con uve perfettamente sane e in stato ottimale per la pigiatura o la messa a riposo per l’appassimento. Dal punto di vista quantitativo le produzioni di alcune tenute sono state leggermente sotto la media a causa dell’intenso maltempo nel corso dell’anno”.

Nel generale clima di incertezza che riguarda tanti settori merceologici, il gruppo Masi “riscontra anche incrementi attuali o in prospettiva del costo delle materie prime, tra cui anche di alcune uve o vini di denominazioni di nostro riferimento”. Da segnalare infine che “la performance registrata al 30 settembre risente della repentina ripresa del business dopo il precedente rallentamento, così come del ritardo cumulato a causa della pandemia dal cronoprogramma degli investimenti in corso, tra cui il Masi Operations & Visitor Center e l’ampliamento della storica cantina di Valgatara”.

Masi Agricola è un’azienda vitivinicola radicata in Valpolicella Classica che produce e distribuisce vini di pregio ancorati ai valori del territorio delle Venezie. Grazie all’utilizzo di uve e metodi autoctoni e all’attività di ricerca e sperimentazione, è oggi uno dei produttori italiani di vini pregiati più conosciuti al mondo., con i suoi vini e in particolare gli Amaroni pluripremiati dalla critica internazionale, coniugando qualità ed efficienza con la tradizione, anche per valorizzare e promuovere il patrimonio culturale locale. Il Gruppo è presente in circa 140 Paesi, con un export del 78% sul fatturato e una strategia che si basa su tre pilastri: il rafforzamento nei mercati dove è protagonista; l’allargamento dell’offerta di vini legati ai territori e alle tecniche delle Venezie, anche aggregando altre aziende vitivinicole; un contatto più diretto con il consumatore.

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