Matteo Gelmetti, la Fiera è ripartita. Ora deve insistere sui suoi punti di forza

Con l’edizione speciale del Vinitaly per gli operatori del settore vitivinicolo e con Fieracavalli stiamo assistendo ad una dei segnali di ripresa più importanti per Verona ed il suo territorio dopo quasi due anni di fermo forzato causa Covid. Ne abbiamo parlato con Matteo Gelmetti, al centro nella foto, vice presidente di Veronafiere, che assieme al suo presidente Maurizio Danese ha lavorato per questa ripartenza già da quanto tutti eravamo in lockdown.
La Fiera – abbiamo chiesto al vice-presidente-  è uno degli ultimi asset che restano a Verona dopo tutta una serie di chiusure e di errori. Va quindi difesa con le unghie e coi denti. La dirigenza di Veronafiere si sente supportata dalla città in quella che dovrebbe essere una battaglia comune, al di là delle posizioni politiche?

Veronafiere spa è un moltiplicatore di economia per il nostro territorio, generando un indotto, diretto ed indiretto, di 1 miliardo e 300 milioni  circa all’anno – risponde Gelmetti-  e tengo a sottolineare come le principali fiere, che hanno fatto grande Veronafiere, sono espressione del nostro territorio.  Il vino con Vinitaly, il marmo con Marmomac, senza dimenticarci di fiera Cavalli e Fiera Agricola, sono oggi tutti brand ed eventi fieristici di riferimento a livello internazionale.
Il sistema Verona – aggiunge Gelmetti- ha saputo essere protagonista in un mondo, quello delle fiere, dove ci sono competitor internazionali  molto aggressivi e più grandi noi. Lo stesso sistema ha saputo reagire, dopo la grave crisi che ha portato la pandemia, dimostrando resilienza e un grande spirito di consapevolezza della propria forza.  Non guardo al passato, dove Verona ha perso qualche asset importante. Sono abituato ad analizzare gli errori solo per non farli più, quindi sono sicuro che Veronafiere rimarrà un attore importante nel sistema internazionale delle fiere.

Le risulta che nella lista dei finanziamenti del Ministero del Turismo ci siano 24 milioni di euro di ristori per Veronafiere a copertura delle perdite subite nel 2020 a causa della Pandemia? 
Si, e questo è un ulteriore segnale di come il sistema Verona ha saputo, in modo bipartisan, fare squadra

Che ruolo hanno avuto i parlamentari veronesi nel far pervenire a Verona questo finanziamento?
Quasi tutti i parlamentari veronesi hanno contribuito a questo risultato, vorrei ringraziare in particolare il Ministro Garavaglia, che ha condotto con la Commissione Europea la trattativa per modificare il Quadro Temporaneo degli aiuti di Stato 

Il suo Presidente ha dichiarato recentemente che “fino a pochi mesi fa il destino della Fiera era a rischio, con un aumento di capitale ancora in bilico e un’impasse sui ristori: oggi lo scenario è cambiato e possiamo programmare il nostro futuro, che è anche una fetta importante del futuro della città”. Che cos’è che ha cambiato lo scenario?
Sottoscrivo in pieno quello detto dal Presidente Danese, – dice Gelmetti- che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro che ha svolto non solo per Veronafiere, ma per tutto il comparto nazionale delle fiere italiane, come Presidente di AEFI. La pandemia ci ha fatto capire come il sistema economico, non solo italiano, sia fragile e che oggi più che mai l’essere squadra sia importante.
La nostra Nazione ha bisogno di un sistema di fiere coordinato, finanziariamente forte e capillarmente presente nei mercati internazionali più importanti. Sono sicuro che in questo scenario Veronafiere giocherà un ruolo importante e da protagonista, per il bene del nostro territorio e delle nostre imprese.

Quali sono secondo lei i filoni sui quali Veronafiere si deve muovere per rafforzare la propria posizione?
Noi dobbiamo intraprendere ogni azione che sia utile a rafforzare la nostra centralità nei settori delle nostre fiere principali e avere una grande attenzione ai mercati esteri e sfruttare nel migliori dei modi la tecnologia che oggi il mercato ci offre. Agroalimentare, logistica e turismo sono i principali asset del nostro territorio, – continua Gelmetti- questi sono i settori dove dobbiamo incidere sempre di più. Ricordo che tre anni fa Veronafiere ha fatto una società assieme alla fiera di Parma, dove si svolge una fiera importante del settore agroalimentare come Cibus, per essere più performante nei mercati internazionali. A mio avviso questa è la strada da intraprendere.

Anni fa s’era parlato di un trasferimento della Fiera in un’area più periferica, ma più facilmente raggiungibile. E’ un’opzione ancora in piedi?
Oggi non è nella nostra agenda. Pensi – conclude Matteo Gelmetti- che in uno studio commissionato per il piano industriale fatto pre-pandemia, uno dei plus di Veronafiere visto dagli operatori era proprio la posizione vicina al nostro, meraviglioso ed invidiato centro storico. 

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