Ponte Visconteo di Valeggio, un patto per farlo diventare “patrimonio dell’umanità”

(di Stefano Cucco) Un patto per salvaguardare il ponte Visconteo a Valeggio sul Mincio ed attivare la procedura perché la zona di Borghetto diventi Patrimonio dell’Umanità. E’ quello siglato dall’Amministrazione Comunale con l’Associazione “Ponte Visconteo – Save the bridge”. Il patto, che durerà tre anni ed è stato stilato sulla base di un regolamento comunale adottato in Consiglio comunale, prevede una collaborazione stretta per favorire “interventi di cura e di rigenerazione del ponte Visconteo e del borgo medievale di Borghetto” ma anche di tutto il territorio comunale. Insomma, una collaborazione di ampio respiro visto che è “finalizzata non solo all’elaborazione di piani o progetti di intervento”, ma anche all’individuazione di politiche e di strategie adeguate.

Tra gli obiettivi del patto, rimuovere la vegetazione cresciuta a dismisura lungo il ponte, reperire fondi, creare eventi e collaborare con le scuole e l’università in modo tale da tutelare i beni storici del territorio promuovendo rapporti di collaborazione con le associazioni che si occupano della loro tutela e conservazione. Ma non è tutto. Altro grande obiettivo del patto è attivare la procedura perché la zona di Borghetto diventi Patrimonio dell’Umanità.

“La nostra attività è iniziata nel 2017”, spiega Chiara Cressoni, medico in pensione e presidente dell’Associazione “Ponte visconteo – Save the bridge“, “con la consapevolezza che se non si fosse agito subito, tra vent’anni delle mura del ponte visconteo non sarebbe rimasto più nulla. Pertanto, abbiamo iniziato da un intervento di manutenzione ordinaria del rivelino, la torretta del ponte visconteo che era ricoperta di vegetazione, sostenuto dal Rotary Club di Peschiera e del Garda Veronese e dalla pulizia del lato nord. Ora, lavorando in simbiosi con l’attuale Amministrazione, puntiamo a togliere la vegetazione dalla rocca d’ingresso e, grazie all’iscrizione al Runts, Registro unico nazionale del terzo settore, a iniziative culturali ed economiche”.

Fatto costruire nel 1393 da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, il Ponte Visconteo è lungo circa 650 metri e largo 25 metri, con un piano stradale posto a 9 metri dal livello delle acque. La ragione prima della costruzione di questa straordinaria diga fortificata deve essere ricercata nella volontà di garantirsi l’impenetrabilità dei confini occidentali, per difendere la città di Verona ed assicurarsi i collegamenti con i territori veronesi da poco annessi ai domini viscontei. Lo studio dell’esigua documentazione dell’epoca sembra confermare che il progetto iniziale del Visconti prevedesse il rafforzamento della linea d’acqua fra il Mincio e l’Adige. Raccordato al Castello sovrastante, portò la lunghezza complessiva del “Serraglio” a circa 17 chilometri. Oggi su questo ponte ogni anno a Giugno si celebra la Festa del Nodo d’Amore.

“Il patto di sussidiarietà”, afferma Alessandro Gardoni, primo cittadino di Valeggio sul Mincio, rappresenta lo strumento fondamentale per realizzare un’amministrazione condivisa, soprattutto a livello locale. Si tratta, infatti, di un luogo d’incontro, di innovazione sociale, politica e culturale, che pone sullo stesso piano l’Amministrazione comunale e i cittadini. La stipula di questo patto con l’Associazione “Save The Bridge” si pone l’obiettivo di garantire e migliorare la fruizione collettiva del ponte Visconteo e di Borghetto, oltre che di condividerne la responsabilità della gestione e della cura”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail