Quando Farmindustria difende l’indifendibile

Le dichiarazioni al Tg1 rilasciate dal rappresentante di Farmindustria lasciano allibiti. Invece di criticare l’atteggiamento di Pfizer e AstraZeneca che hanno dimezzato le consegne dei vaccini mettendo in difficoltà le campagne vaccinali dell’Italia e di tutt’Europa, ha cercato di giustificarle. Secondo il rappresentante degli industriali farmaceutici italiani è normale che la produzione dei vaccini vada a rilento. Non c’è da meravigliarsi perché è un processo molto complesso e richiede i suoi tempi. Quindi non lamentiamoci. Peccato che abbiano firmato dei contratti impegnandosi a consegnare una determinata quantità di vaccini entro certi tempi e su questo impegno i vari stati abbiano modulato i programmi per vaccinare la popolazione.

Secondo la difesa d’ufficio del rappresentante di Farmindustria questo si spiegherebbe col fatto che al momento della firma dei contratti non erano ancora state date le autorizzazioni e quindi Pfizer e AstraZeneca pensavo di avere a disposizione più tempo. Ma la sua arrampicata sugli specchi non convince nessuno. Tutti sapevano che l’EMA, l’agenzia europea del farmaco, avrebbe dato la sua autorizzazione il 29 dicembre. Invece è stata data addirittura una settimana prima. E allora di cosa parliamo?

Il rappresentante di Farmindustria  può raccontarci quello che vuole. I motivi sono ben altri. Ma non si può certo pretendere che siano le industrie farmaceutiche a dirceli. Loro difendono la categoria. Ma piuttosto di prenderci in giro stiano zitti.

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