Sciopero in Arena il 15 luglio. Bertucco: bilancio sulla pelle degli aggiunti stagionali

Sciopero in Arena, luci spente invece della rappresentazione di Aida prevista per giovedì 15 luglio 2021. La decisione è stata presa unitariamente da tutte le sigle sindacali della Fondazione. Lo sciopero era stato proclamato lo scorso 2 luglio, ma dalla proclamazione dello sciopero è passata un’altra settimana senza che i vertici di Fondazione Arena siano stati in grado di avviare il confronto con i dipendenti, a dimostrazione del fatto che le relazioni sindacali non sono considerate una priorità da parte dei dirigenti della Fondazione.

Sottolinea Michele Bertucco: «Da tempo le Organizzazioni Sindacali lamentano il mancato confronto sulla consultazione, prevista per legge, sulla nuova pianta organica. Poi ci sono le questioni legate alle graduatorie e al completamento degli organici, la decisione della Fondazione di richiedere agli aggiunti, per la loro assunzione a termine, la formale rinuncia ai diritti pregressi, attraverso un “Verbale di conciliazione” che funziona come accordo tombale per tutte le cause eventualmente in corso con il lavoratore o la lavoratrice stessa, ma funziona anche in maniera preventiva rispetto ad eventuali, future diatribe legali che potrebbero nascere al termine del rapporto di lavoro stesso. A questi temi se ne aggiungono altri e, tra questi la preoccupazione che il festival estivo – aldilà dell’ottimismo ufficiale nella comunicazione e nel marketing – possa determinare criticità gestionali ed economiche.

A questo punto i tempi per salvare la serata del 15 luglio sono strettissimi. La sovrintendente Gasdia e il sindaco di Verona Federico Sboarina, presidente del Consiglio d’Indirizzo della Fondazione, hanno pochi giorni di tempo per evitare che sull’Arena cali il silenzio invece delle note di Verdi» . Conclude Bertucco: «Il Consiglio d’Indirizzo punta a fare il bilancio sulla pelle dei lavoratori, in particolare gli aggiunti stagionali. Forse non è ancora troppo tardi per ritornare sui propri passi e cominciare ad incidere anche sulle posizioni di vertice e sui dirigenti che gli ultimi giri di nomine hanno moltiplicato ulteriormente anziché sfoltire».

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