Scontro politico sui fondi alla Statale 12. D’Incà preferiva Cortina. De Berti: “Dobbiamo guardare a tutta la regione”

(s.t.) Come spiegava più di due secoli fa John Keats, “La vittoria ha molti padri ma la sconfitta è orfana”. Corsi e ricorsi che in politica si ritrovano sotto forma di scosse di assestamento della campagna del Quirinale, ma soprattutto come anticipazione delle ormai prossime elezioni amministrative. Di qui la crescente agitazione tra i partiti che cercano di rassicurare i propri elettori e attaccare gli avversari, che a volte sono anche alleati di governo. Su questa linea guida un vero caso di scuola è andato in scena tra Venezia, Verona e Belluno- qui il nostro articolo di ieri – per i 61 milioni (provenienti dalle risorse destinate alle infrastrutture per le Olimpiadi) necessari a completare l’attesissima variante alla Statale 12 tra Buttapietra e Verona.

Un risultato che dovrebbe mettere tutti d’accordo e che invece ci mostra cosa succederà nei prossimi mesi: un “tutti contro tutti su tutto”. Annunciato lo stanziamento, la Regione Veneto lo ha definito come un successo del sistema, ma è stata subito rimbeccata dal ministro Federico D’Incà (5 Stelle) che ha fatto notare come trattandosi di Olimpiadi i fondi sarebbero stati meglio utilizzati sulle strade che portano a Cortina. Comprensibile che il bellunese D’Incà sia attento alle ricadute sul proprio territorio. Niente di male: si può stare al governo (per i Rapporti con il Parlamento) ma tenere comunque d’occhio quello che succede nel proprio bacino elettorale. Solo che ha fatto un passo di troppo, scatenando la reazione di Elisa De Berti, vicepresidente della Regione e assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione.

Il ministro Federico D’Incà (M5S, bellunese) e la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti (Lega, veronese). In alto, l’ipotesi del tracciato

“Considero offensive le dichiarazioni del ministro D’Incà, che vuole insinuare un legame tra l’attribuzione dei fondi e la mia provenienza geografica”, risponde De Berti, che sente chiamata in causa come veronese di Isola Rizza. “Faccio notare al ministro come negli ultimi cinque anni con le mie deleghe ho portato nel Bellunese oltre un miliardo di investimenti lavorando con il territorio e il ministero. La mia è una visione d’insieme dei problemi del Veneto, che guarda all’intera regione e a portare soluzioni al territorio nel suo complesso, non per una sua parte. Trovo paradossale l’accusa rivolta nei miei confronti, con i toni di una critica fatta per ripicca da un ministro bellunese che si lamenta del fatto che lo stanziamento non è stato destinato al territorio bellunese, dimostrando una visione limitata e con accuse che si ritorcono contro chi le ha lanciate”.

De Berti poi entra nei dettagli dei progetti per la suddivisione delle risorse destinate al Veneto, spiegando che esse “sono rivolte a opere di viabilità che migliorino l’accessibilità alle sedi olimpiche: Cortina per le gare sportive e Verona per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, particolare che evidentemente è sfuggito al Ministro D’Incà. A Belluno”, aggiunge, “abbiamo finanziato la variante di Longarone e Cortina e su queste stiamo lottando contro il tempo, non certo grazie all’aiuto del ministro D’Incà che su questo ha finora brillato per assenza. L’altra opera realizzabile entro il 2025 è la variante alla Statale 12, che risolverà i problemi di viabilità e accesso a Verona”.

“Auspico che il ministro, oltre a contestare le risorse stanziate, frutto di accordi con il governo di cui fa parte, inizi a darci una mano per far sì che le risorse arrivino in Veneto. Attendo quindi la telefonata che ha annunciato lui stesso per illustrargli tutte le situazioni di criticità del territorio regionale, comprese quelle di Belluno”, conclude l’assessore. A margine, c’è da registrare anche un battibecco tra la Regione e i parlamentari veronesi del PD, che hanno rivendicato il finanziamento come un effetto del proprio impegno. Anche loro subito smentiti seccamente da De Berti: “Non ce ne siamo accorti”.

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