Un progetto di K-Adriatica per produrre fertilizzanti e biostimolanti dai residui della lavorazione dell’orzo da malto

Dell’orzo nulla va sprecato. Si tratta di un cereale prezioso e completo, i cui residui dopo la germinazione vanno recuperati e destinato ad esempio alla produzione di fertilizzanti e biostimolanti. Ne ha parlato Maria Rosaria Stile, responsabile ricerca e sviluppo di K-Adriatica, al congresso nazionale della SCI – Società Chimica Italiana – all’interno di una sessione che ha preso in esame proprio la valorizzazione degli scarti delle filiere produttive.

“Lo stabilimento di Italmalt, divisione di K-Adriatica, che ha sede in Basilicata, a San Nicola di Melfi in provincia di Potenza”, spiega Maria Rosaria Stile, “si occupa di trasformare l’orzo distico in malto da birra, con una produzione di circa 36 mila tonnellate l’anno. Da questa produzione annua di malto si generano circa 1000 tonnellate di radichette di malto, che si sviluppano durante la fase di germinazione dell’orzo. Le radichette di malto essiccate vengono attualmente già utilizzate nell’alimentazione umana e animale, oltre che come sorgente per l’estrazione di amminoacidi, enzimi e antiossidanti, grazie la loro composizione. Italmalt, da sempre, attraverso un processo di pellettizzazione con il resto degli scarti della produzione del malto, produce mangime per alimentazione zootecnica particolarmente adatto all’alimentazione delle bufale. Una ricerca compiuta nello scorso gennaio da K-Adriatica”, prosegue la ricercatrice, “ha aperto nuove prospettive sull’utilizzo delle radichette di malto, avviando lo studio di nuovi prodotti in cui le radichette, sia nella loro versione originale che idrolizzate, vengano utilizzate come fertilizzanti o biostimolanti”.

Maria Rosaria Stile

“Il profilo amminoacidico dell’idrolizzato di radichette ne rende particolarmente interessante l’applicazione come biostimolante, sia per i risultati agronomici sulla coltura che perché risponde a un’esigenza del mercato, il quale richiede sempre più idrolizzati di origine vegetale in uno scenario dominato per oltre il 90% da idrolizzati di origine animale”, prosegue Maria Rosaria Stile. “La messa a punto di specifici processi di idrolisi consentirà inoltre di modulare le caratteristiche dell’idrolizzato proteico prodotto, consentendo di rispondere in modo ancora più puntuale alle richieste delle colture. La valorizzazione di questa matrice in altre e nuove applicazioni permetterà di dare ulteriore valore alla filiera dell’orzo, con il minimo impatto ambientale, visto”, conclude, “il completo ed efficiente utilizzo della materia prima senza la produzione di nessuno scarto”.

K-Adriatica Spa è un gruppo industriale attivo da oltre 50 anni nei settori della produzione di fertilizzanti e del malto da birra. Gli stabilimenti principali sono a Loreo (Rovigo), Melfi, Ponso (Padova) e Vukovar (Croazia). Ha sei filiali commerciali in Croazia, Grecia, Marocco, Cile, Sud Africa e Cina, distributori in oltre 70 Paesi e 222 dipendenti. Nel 2020 il fatturato consolidato ha superato i 113 milioni.

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