Verona, queste le voci della protesta delle partite Iva che non riaprono. Sboarina: contestate i sindaci, ma siamo noi in prima linea

Manifestazione importante oggi delle partite Iva per la riapertura delle attività economica dopo un anno di pandemia: la situazione di difficoltà è palese, basti pensare che la percentuale dei ristori per le attività economiche si aggira attorno al 6-8% dei cali di fatturato registrati e che molti dei ristori promessi non sono ancora arrivati. Federico Sboarina, qui il video, invitato da Marco Scandogliero a salutare i presenti e a raccontare la sua esperienza durante la pandemia, ha dovuto affrontare una piazza molto nervosa uscendone – va detto – bene. L’Adige ha raccolto le voci della protesta (qui le interviste realizzate da Marco Danieli e Bernardo Pasquali).

Per Ciro Maschio, presente in piazza: «Serve un cambio di passo, da parte di Draghi, che finora non si é visto, perché la situazione é insostenibile. É da piú di un anno che contestiamo al Governo una politica sbagliata su chiusure contradditorie, esasperanti tira e molla, sostegni da elemosina, che hanno messo in ginocchio milioni di persone.Abbiamo consegnato a Conte e Draghi i nostri dossier e le nostre proposte, rimaste finora inascoltate. Ma il Governo non può rimanere sordo all’appello di questi milioni di italiani che chiedono chiarezza e chiedono di poter lavorare per sopravvivere».

Filippo Rigo, consigliere regionale della Lega, anch’egli in piazza: «Venendo dal mondo della ristorazione conosco bene il problema che sta vivendo il settore e gli imprenditori:  l’assenza dei fatturati che si sommano alle spese vive da sostenere, per un periodo così prolungato, ha già portato alla chiusura definitiva di numerose attività e molte famiglie non ce la fanno più. Occorre intervenire subito con sostegni economici mirati ma anche dando la possibilità di riaprire e lavorare il prima possibile. Siamo al lavoro con i nostri rappresentanti a tutti i livelli perché vogliamo dare risposte positive ai nostri imprenditori: il messaggio che il mese di Aprile vada già considerato perso in partenza, indipendentemente dall’andamento dei dati, non è per noi accettabile. Bisogna quindi avviare un programma di graduale riapertura, compatibile con un livello dei contagi che va chiaramente tenuto sotto controllo, nel rispetto delle misure di prevenzione che sono ormai note a tutti e che la grande maggioranza delle attività ha dimostrato di saper ben rispettare. Inoltre per il prossimo decreto stiamo chiedendo sostegni economici mirati».

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