(Angelo Paratico) Ai turchi dobbiamo esser grati per averci fatto conoscere il caffè. Dopo l’assedio di Vienna del 1683, il Gran visir dell’Impero ottomano, Kara Mustafa, fugge con il suo esercito dalla capitale asburgica. I turchi abbandonano davanti alle mura di Vienna tende, armi, viveri e bottino. E tra quel bottino vi sono anche sacchi di caffè. Il turco kahve (tradotto come“bevanda eccitante”) affascinò il palato austriaco al punto da cominciare ad essere importato in grandi quantità nell’impero. Gli aromatici chicchi venivano trasferiti in Europa da Alessandria d’Egitto, e il porto più adatto a conciliare, con la sua posizione fu proprio quello di Trieste. La mezzaluna che accompagna il nostro cappuccino mattutino ricorda la mezzaluna sulle bandiere turche.
Recenti ricerche evidenziano che il caffè, può rallentare l’invecchiamento biologico, proteggere il cuore, ridurre il rischio di diabete e persino favorire la salute dell’intestino. Ecco il fattore cruciale: i benefici dipendono in gran parte da come lo si beve e dal tipo che si sceglie. La maggior parte delle persone beve caffè per iniziare la giornata con calma, ma la scienza ora conferma che i benefici del caffè vanno ben oltre l’aumento della vigilanza. Chi beve caffè regolarmente può ridurre il rischio di malattie.
Un recente studio sulla salute degli americani che ha coinvolto più di 2.000 adulti di età pari o superiore a 60 anni ha dimostrato che coloro che bevevano grandi quantità di caffè preparato con la caffettiera, pari o superiori a due tazze al giorno, avevano una probabilità inferiore del 42% di avere scarse prestazioni cognitive rispetto a chi non beveva caffè. Lo studio suggerisce che bere caffè protegge dal declino cognitivo riducendo il danno ossidativo alle cellule cerebrali (neuroni). Il caffè può anche influenzare l’equilibrio dei neurotrasmettitori, fondamentale per mantenere la memoria e le capacità cognitive con l’avanzare dell’età.

In particolare, una recente revisione metabolica ha dimostrato che i polifenoli del caffè migliorano la sensibilità all’insulina e riducono il rischio di diabete di tipo 2, mentre un’ulteriore ricerca della CND Life Sciences ha collegato il consumo di caffè a una minore incidenza del morbo di Parkinson, rafforzando sia i suoi effetti metabolici che neuroprotettivi.
Una meta-analisi di 40 studi con oltre 3,8 milioni di soggetti ha rilevato che bere da due a quattro tazze di caffè al giorno è associato a un rischio significativamente inferiore di morte, sottolineando il suo potenziale ruolo nel sostenere la salute a lungo termine in diverse popolazioni. Alla base di questi benefici ci sono i composti bioattivi del caffè. Gli acidi clorogenici sono polifenoli attivi che, secondo questa ricerca, possono ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione, aumentando al contempo l’ossido nitrico, che migliora il flusso sanguigno per migliorare la funzione vascolare e supporta la funzione cerebrale per una migliore cognizione.

Il tempismo è tutto: il caffè stimola il metabolismo e la salute cardiovascolare soprattutto se consumato al mattino. Uno studio pubblicato sull’European Heart Journal ha scoperto che chi beve caffè al mattino ha un rischio significativamente inferiore di morte per qualsiasi causa e per malattie cardiovascolari rispetto alle persone che bevono caffè durante il giorno o che non bevono caffè affatto. Ciò sottolinea l’importanza del momento in cui si beve il caffè per ottenere questi benefici per la salute. Consigli amo di smettere di assumere caffeina otto-dieci ore prima di andare a letto, non solo perché favorisce il ciclo energetico, ma anche perché la ricerca dimostra che l’assunzione solo al mattino è in linea con la biologia circadiana. Bere caffè nel tardo pomeriggio può disturbare il sonno, il che a sua volta compromette i benefici a lungo termine del caffè per la salute.
Per gli amanti dell’espresso, una tazza con due dosi contiene circa 126 milligrammi (mg) di caffeina, un riferimento utile per gli adulti che desiderano rimanere entro il limite massimo giornaliero di 400 mg (anche se alcuni tollerano quantità molto inferiori), ed è meglio gustarla prima di mezzogiorno per evitare disturbi del sonno. Il caffè filtrato protegge il cuore: il metodo di preparazione è importante. Gli studi confermano che il caffè non filtrato, come quello preparato con la caffettiera francese e l’espresso, contiene diterpeni, composti che possono aumentare il colesterolo. I metodi di filtraggio a goccia o a caduta rimuovono questi composti preservando gli antiossidanti.
Bevetelo nero: il caffè nero mantiene il più alto contenuto di antiossidanti. Se volete attenuare l’amarezza, i latti vegetali non zuccherati, come quello di soia, avena o mandorla, preservano una maggiore biodisponibilità dei polifenoli rispetto al latte vaccino. Uno studio del 2023 ha riportato che i latticini possono ridurre l’assorbimento dei polifenoli di circa il 30%.

Evitare gli zuccheri aggiunti: lo zucchero e gli sciroppi dolci possono compromettere i benefici per la salute del caffè, aumentando la glicemia e favorendo l’aumento di peso. La stevia è tra i dolcificanti naturali più sicuri da usare nel caffè, poiché a zero calorie e non aumenta i livelli di zucchero nel sangue. La freschezza amplifica i benefici per la salute: il potere antiossidante diminuisce man mano che i chicchi diventano stantii. I chicchi appena tostati vanno consumati entro due o quattro settimane se conservati in contenitori ermetici, al riparo dalla luce e dal calore. Non esiste un’unica raccomandazione valida per tutti. Ciò è particolarmente vero per il metabolismo della caffeina, che varia in modo significativo a causa della genetica. Un’analisi del 2024 ha evidenziato come le varianti del gene CYP1A2 determinino se una persona metabolizza la caffeina rapidamente o lentamente.
