L’intervento di Pressi, consigliere regionale veronese
Il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi sudamericani del Mercosur se firmato, eliminerà i dazi negli scambi con i paesi del sudamerica che erano stati posti in essere per evitare la concorrenza sleale dei loro prodotti, con particolare attenzione al comparto agricolo. Con la firma del trattato, saranno molte le merci, soprattutto alimentari, che potranno essere immesse nei mercati dei paesi membri dell’UE senza particolari limitazioni.
Tra queste 180.000 tonnellate annue di carni bianche da pollame e simili, che i paesi sudamericani, con il Brasile in testa, potranno esportare in Europa senza barriere doganali o fiscali.
Su questo problema interviene il consigliere regionale leghista e sindaco di Soave Matteo Pressi, capogruppo della lista Stefani, il quale, numeri alla mano, mette in guardia sugli effetti che il trattato potrebbe produrre sull’economia veronese.
In particolare, come evidenzia Pressi, “il Veneto è il principale produttore di carni bianche in Italia. Quasi la metà del totale nazionale viene prodotto nella nostra regione. Di questi, il 50% è prodotto nella provincia di Verona. In sostanza, significa che poco meno di un quarto delle carni bianche da pollame e simili che troviamo nei supermercati di tutta Italia viene prodotto proprio a Verona.”
Una proporzione che dimostra quanto questo comparto sia rilevante per il settore primario veronese, motivo per il quale Pressi ha deciso di rivolgersi al Ministero dell’Agricoltura per chiedere lumi sull’applicazione del trattato.
Mercosur inciderà in particolare sul settore avicolo
Come evidenzia il consigliere regionale, “l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Mercosur, con riferimento al settore avicolo, va attenzionato almeno sotto due aspetti. Il primo, quello più immediato, riguarda, come ovvio, gli effetti sulla dinamica dei prezzi che si produrranno con l’avvento sul mercato di una ingente quantità di carni prodotte in Sudamerica, a costi molto più contenuti rispetto ai nostri e con standard qualitativi e sanitari differenti.
I nostri allevatori rischiano quindi di subire una forma di concorrenza sleale. In secondo luogo, non va dimenticato che il comparto produttivo avicolo veronese da diversi anni sconta i problemi legati all’influenza aviaria, rispetto ai quali non sono stati garantiti agli allevatori ristori adeguati. Inoltre, i risarcimenti per i danni indiretti sono fermi dal 2022”.
Un mix di fattori che rischia di mettere in ginocchio uno dei fiori all’occhiello dell’allevamento veronese, come spiega Pressi, secondo il quale: “il ministro Lollobrigida deve spiegare quali misure intende adottare per tutelare gli allevatori del nostro territorio dalla concorrenza dei prodotti sudamericani che ora potranno arrivare sulle nostre tavole senza limitazioni.
Non vorrei che, trattandosi di un problema che incide in modo così significativo sulla sola provincia di Verona, a Roma venisse sottovalutato. Inoltre, è necessario provvedere al più presto allo sblocco dei risarcimenti per i danni subiti dagli allevatori a causa dell’influenza aviaria. I nostri imprenditori stanno facendo da banca allo Stato e alla Ue ormai da 3 anni. Questi, sono i punti contenuti in una lettera che ho indirizzato al Ministro per accendere un faro sulla problematica”, conclude Pressi.
