La carenza di una legislazione europea e nazionale rende difficile affrontare, regolamentare e intervenire sul fenomeno della dipendenza digitale ed in particolare su quello del gioco d’azzardo e del gaming.

Alcuni paesi extraeuropei, come la Cina, Taiwan, la Corea del Sud e l’Australia hanno adottato dei provvedimenti per limitare il dilagare del fenomeno. In Europa stanno iniziando a fare qualcosa il Belgio, l’Olanda, la Danimarca e la Francia.

In Italia ha iniziato ad occuparsene il sottosegretario al Ministero Economia e Finanze, Federico Freni, che lo scorso  novembre ha partecipato al panel sulla “dipendenza digitale e innovazione servizi” della Conferenza nazionale sulle dipendenze per parlare di gioco d’azzardo e gaming.

Freni sostiene che per garantire una regolazione e un controllo del fenomeno del gioco online è necessario aggiornare gli strumenti tecnologici. Ciò è reso particolarmente urgente dalla sua vicinanza con l’azzardo. “La gamification – sostiene il sottosegretario-trasforma prodotti nati come intrattenimento in autentici simulatori d’azzardo, ed è un problema da non sottovalutare”.

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Il gioco d’azzardo è legale solo quando autorizzato e regolato dallo Stato

E, a scanso di equivoci, ha ribadito un concetto fondamentale: il gioco è legale solo quando autorizzato e regolato dallo Stato, e stabilire un dialogo proficuo con i concessionari è fondamentale”. Tutto ciò che si muove al fuori di questi confini è illegale e pericoloso. Soprattutto per la salute, perché la dipendenza dal gioco d’azzardo è una malattia alla stregua di quella da sostanze, tanto che è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza.

In passato – ha osservato Freni-  si pensava erroneamente che l’attività svolta in ambito domestico non avesse rilievo pubblico. Oggi sappiamo che non è così, e un legislatore responsabile deve aggiornare gli strumenti quando il contesto cambia. In questo seno gaming e gambling non vanno considerati vizio mentre vanno affrontate le patologie connesse a questi due mondi che esistono e possono essere curate”. 

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Diventa quindi essenziale adottare sistemi tecnologici sempre più avanzati per il controllo e la prevenzione. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli continua a oscurare migliaia di siti illegali che continuano però a raggiungere minori e giocatori problematici perché gestiti da piattaforme estere sulle quali non c’è giurisdizione. 

Il fatto che un membro del governo se ne stia occupando e che ci sia stato il riconoscimento della dipendenza da gioco d’azzardo come patologia è un primo passo per l’adozione di misure a tutela dei giovani, che son o la c categoria più esposta a questo rischio.