(di Francesca Romana Riello). Domenica 11 gennaio, alle 17, La Vendemmia torna in scena al Teatro Ristori, dramma giocoso in due atti di Giuseppe Gazzaniga, su libretto di Giovanni Bertati, proposto in una nuova produzione del Conservatorio Felice Dall’Abaco.

Un titolo raro che parla ancora al presente

Sul palcoscenico ritorna il triangolo amoroso tra il Marchese Don Achille, Donna Artemisia e Agatina. Tornano gli inganni, i travestimenti, le piccole macchinazioni che tengono in movimento una storia solo in apparenza leggera, attraversata in realtà da una critica sociale sottile e mai dichiarata.

La scrittura musicale di Gazzaniga accompagna l’azione con intelligenza teatrale, sostenendo una visione drammaturgica d’insieme che sorprende per equilibrio e freschezza. I due ampi finali d’atto, costruiti con precisione quasi geometrica, segnano i passaggi chiave della vicenda e ne scandiscono il ritmo.

Ne emerge un ritratto spietato dei costumi della nobiltà settecentesca, osservata senza indulgenza, ma anche senza moralismi, in quel continuo gioco di rimandi tra serio e faceto che è cifra dell’opera.

La Vendemmia torna in scena al Teatro Ristori

Il progetto del Conservatorio tra ricerca e scena

«Un progetto di eccezionale valore culturale», lo definisce l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, sottolineando come questa produzione offra alla città l’occasione di riscoprire un titolo capace di coniugare brillantezza teatrale, modernità espressiva e una critica sociale che, a distanza di secoli, conserva una sorprendente attualità.

Un lavoro nato all’interno di un progetto di ricerca del Conservatorio, in collaborazione con il Teatro Ristori e con I Virtuosi Italiani, che porta gli allievi a confrontarsi direttamente con i professionisti della musica, condividendo palco, tempi e responsabilità artistiche.

Una proposta che esce dai repertori più battuti e sceglie consapevolmente una strada meno scontata, riportando alla luce uno dei molti capolavori che compongono il vasto patrimonio musicale italiano.

La Vendemmia torna in scena al Teatro Ristori

Da Firenze all’Europa, fino a Verona

La Vendemmia debuttò nel 1778 al Teatro della Pergola di Firenze, ottenendo un successo tale da essere ripresa più volte nelle principali capitali europee tra la fine del Settecento e il primo decennio dell’Ottocento.

I contemporanei parlarono di una musica in cui “il serio e il faceto sono mirabilmente espressi”, decretando per l’opera un vero trionfo.

La proposta veronese arriva in forma semiscenica, con l’orchestra a vista sul palcoscenico accanto ai cantanti in costume, scelta che mette al centro il rapporto diretto tra musica e azione teatrale.

Sul palco i giovani allievi del Conservatorio, mentre l’orchestra è composta da docenti e musicisti dei Virtuosi Italiani.

E mentre Verona riscopre Gazzaniga, una nuova sede teatrale estera è già pronta ad accogliere La Vendemmia, a conferma di un titolo che, ancora oggi, continua a trovare ascolto.

La Vendemmia torna in scena al Teatro Ristori
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