Fieracavalli e Italia Polo Challenge: uniti per il recupero dei cavalli purosangue a fine carriera
Fieracavalli: il Polo diventa la “seconda vita” per i cavalli purosangue inglesi grazie al protocollo d’intesa che trasforma gli ex campioni delle corse in protagonisti della solidarietà e dello sport. Dietro l’eleganza del polo e il fascino delle vette innevate di Courmayeur, si nasconde un cuore di etica e sostenibilità. Con il via ufficiale all’Italia Polo Challenge 2026, non si celebra solo l’inizio di un prestigioso circuito sportivo, ma si accendono i riflettori su una missione fondamentale: il salvataggio e la riconversione dei cavalli.
Una nuova vita dopo il traguardo
L’argomento cardine di questa edizione è il destino dei purosangue inglesi. Spesso, una volta terminata la carriera agonistica nel mondo del galoppo, questi straordinari atleti rischiano l’oblio o il macello. Grazie a un ambizioso protocollo d’intesa, promosso dal MASAF (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) e sostenuto con forza da Fieracavalli, la musica sta cambiando.
Il progetto di riconversione mira a offrire a questi cavalli un “reimpiego funzionale”: non più solo corse frenetiche, ma una seconda carriera nel polo, nelle attività sociali, ricreative e perfino terapeutiche. Un impegno che ha visto l’adesione anche di figure chiave come Patricio Rattagan (The Chukker Company), sottolineando come il benessere animale sia ormai il pilastro su cui poggia il futuro dell’equitazione moderna.

Fieracavalli: l’etica scende in campo
Fieracavalli, partner del circuito, ha presentato ufficialmente la propria squadra (composta da Massimo Giambarresi, Clément Delfosse e lo stesso Rattagan), ma il messaggio più forte arriva dai vertici: «Fieracavalli è da sempre un luogo di incontro tra passione e cultura del cavallo», ha dichiarato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere.
Il polo, in questo contesto, non è visto solo come disciplina tecnica e spettacolare, ma come il tassello di una filiera allevatoriale virtuosa. La collaborazione prevede infatti attività di formazione specifica per gli operatori, affinché il passaggio dei cavalli dalla pista da corsa al campo da polo (o alla ippoterapia) avvenga con le massime garanzie di salute e rispetto per l’animale.

Verso il gran finale di Verona
Il circuito, partito dalle Alpi, toccherà Roma e Porto Cervo, per poi concludersi proprio a Verona, dal 5 all’8 novembre 2026. Nel ring d’onore del Padiglione 8, il pubblico non assisterà solo a sfide di alta velocità e precisione, ma potrà testimoniare il successo di un modello che mette la protezione del cavallo al primo posto. Premiare il “miglior cavallo” di ogni tappa, come annunciato a Courmayeur, assume così un significato nuovo: non è solo un riconoscimento alla performance, ma un tributo alla resilienza di animali che, grazie a questi progetti, hanno trovato una casa, una dignità e un nuovo scopo.

Protocollo d’Intesa promosso dal MASAF
Questo rappresenta una svolta etica per l’ippica italiana, poiché istituzionalizza il concetto di “fine carriera” non come un abbandono, ma come una risorsa. Sebbene il documento sia tecnico, i punti fondamentali che definiscono il processo di riconversione menzionato nel comunicato sono questi.
1. La rete dei partner (Chi partecipa)
Il protocollo non è un’iniziativa isolata, ma coinvolge l’intera filiera per garantire che il cavallo non vada “disperso”.
- MASAF: Autorità garante e promotrice.
- Fieracavalli: Piattaforma di promozione e vetrina per le discipline di riconversione (come il polo).
- ANG (Associazione Nazionale Galoppo): Monitora il passaggio dei cavalli dagli ippodromi.
- ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane): Fornisce la cornice sportiva e sociale per l’impiego dei cavalli.
- Prometeo Srl: Supporta la gestione pratica attraverso strutture come l’ippodromo di Ozieri-Chilivani.
2. Obiettivi principali del Protocollo
- Tracciabilità e Monitoraggio: Creare un sistema che segua il Purosangue Inglese (PSI) nel momento in cui smette di correre, assicurandosi che non finisca in circuiti non autorizzati o macelli clandestini.
- Reimpiego Funzionale: Individuare le attitudini del cavallo. Se è agile e veloce, viene indirizzato al Polo; se è calmo e regolare, può essere avviato all’ippoterapia (attività terapeutiche), al turismo equestre o ad attività sociali e ricreative.
- Formazione degli operatori: Il protocollo prevede percorsi formativi per i “trainer” specializzati nel trasformare un cavallo da corsa in un cavallo da sella polivalente.
3. I vantaggi per i cavalli e per il settore
- Benessere animale: Si garantisce al cavallo una vecchiaia attiva e dignitosa, rispettando la sua natura di atleta.
- Sostenibilità economica: Un cavallo che può essere venduto o affidato per il polo o la scuola ha un valore economico residuo, incentivando i proprietari degli ippodromi a investire nella sua “seconda vita” anziché considerarlo un peso.
- Promozione del Polo: Come indicato nel comunicato con il coinvolgimento di Patricio Rattagan e The Chukker Company, il Polo diventa il principale “sbocco” sportivo d’élite per questi cavalli, che per velocità e temperamento sono ideali per questa disciplina.
Perché è importante l’accordo citato a Courmayeur
Il fatto che Patricio Rattagan abbia sottoscritto il protocollo proprio durante la tappa dell’Italia Polo Challenge 2026 significa che il mondo del polo si impegna ufficialmente ad assorbire una quota di questi cavalli, garantendo loro un addestramento specifico e un futuro nelle competizioni di Arena Polo o nelle scuole di polo. In sintesi, il protocollo trasforma il cavallo da “strumento di scommessa” a “compagno di sport e sociale”, creando un ponte legale e tecnico tra l’ippodromo e la vita civile o sportiva.

