Certo la fortuna in questo campionato non è certo dalla parte dell’Hellas. Un autogol di Nelsson, che ha deviato in rete un tiro che con ogni probabilità sarebbe stato preda di Montipò, lo ha condannato ancora una volta, rendendo la classifica sempre più complicata.

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Il primo tempo era stato equilibrato tra Verona e Lazio con un’occasione da gol per parte e qualche rischio per Montipò. Ammonizione discutibile e penalizzante per Bella-Kotchap, prezioso nel salvare la porta dell’Hellas a portiere battuto dopo pochi minuti. Zanetti ha schierato ancora il mancino Bradaric sulla destra per sostituire Belghali impegnato nella Coppa d’Africa.

L’Hellas non ha sfigurato

Ed anche la ripresa ha visto un Verona per molti versi in grado di dominare una Lazio tecnicamente superiore, creando delle occasioni da gol, ma senza concludere. Clamorosa in pieno recupero l’occasione vanificata con un fallo da rigore su Valentini, che però non è stato concesso.
Poi, come molte, troppe altre volte è stato un episodio a determinare la sconfitta.

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Tutto bene fino alle sostituzioni

Alcune perplessità sulle scelte di Zanetti nelle sostituzioni. Soprattutto quella di Bella-Kotchap decisa contro la volontà dello stesso giocatore che è stato il migliore in campo e che non aveva certo dimostrato di essere in debito d’ossigeno visto che aveva appena fatto un’azione personale percorrendo tutto il campo fino all’area piccola laziale. Sostituzione che ha sconvolto l’assetto della difesa che fino ad allora aveva funzionato egregiamente.


Perplessità anche per la sostituzione contemporanea delle due punte, Orban e Giovane con Saar e Mosquera. Forse se Zanetti avesse lasciato almeno uno dei due, l’attacco del Verona avrebbe potuto essere più incisivo.
Non si capisce perché poi al 95°, praticamente a partita finita, perso per perso, non ha autorizzato Montipò, che lo chiedeva, ad andare nell’area avversaria per cercare di sfruttare l’ultimo corner.