(di Francesca Romana Riello) È Verona ad accogliere la terza tappa della mostra itinerante “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi”, un percorso espositivo che mette in dialogo i Giochi Invernali del 1956 con quelli del 2026, accompagnando il pubblico verso l’appuntamento di Milano Cortina 2026.

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La mostra olimpica tra tradizione e innovazione

Dopo Longarone e Padova, l’esposizione approda negli spazi della Camera di Commercio di Verona, dove resterà visitabile gratuitamente fino all’8 febbraio, tutti i giorni dalle 10 alle 18. La mostra è curata dall’architetto Ugo Soragni ed è promossa da Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo, Longarone Fiere Dolomiti, Fondazione Cortina, Venicepromex e Sistema Camerale del Veneto.

Un invito, quello rivolto ai visitatori, a osservare il percorso “dall’alto”, prima ancora del taglio del nastro olimpico. Un racconto ordinato, lineare, che prova a dare forma a un evento che, fuori dalle sale espositive, è ancora in larga parte un cantiere aperto. Un equilibrio narrativo che, per ora, resta tutto sulla carta.

L’allestimento accompagna il pubblico tra oggetti storici, immagini d’epoca e installazioni multimediali, restituendo l’atmosfera dell’Olimpiade del 1956 e proiettandola verso quella del 2026. Tradizione e innovazione si affiancano, così come sport e paesaggio, mentre parole chiave come sostenibilità e accessibilità trovano spazio nel racconto visivo. Resta però il tema di cosa significhi, oggi, sostenibilità quando applicata a eventi che richiedono un consumo costante di risorse: acqua, energia, territorio. Numeri che raramente entrano nella narrazione ufficiale, ma che continuano a interrogare il rapporto tra grandi opere, crisi climatica e fragilità ambientale.

La mostra olimpica fa tappa a Verona
Stefano Umberto Longo, Presidente della Fondazione Cortina

Verona protagonista tra cerimonie e grandi eventi

Verona non è solo sede della mostra, ma protagonista diretta del programma olimpico. La città ospiterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali il 22 febbraio 2026 all’Arena di Verona, e quella di apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo.

Un ruolo che rafforza la visibilità internazionale della città e la sua funzione di vetrina globale. Resta però aperta la questione di come questi grandi eventi si tradurranno, nel concreto, in benefici duraturi per il tessuto urbano e per i servizi quotidiani.

Valori dello sport e il nodo del “dopo Giochi”

Ampio spazio è riservato ai valori dello sport , con particolare attenzione al mondo paralimpico. Un richiamo che torna spesso nel percorso, anche alla luce del primato italiano delle Paralimpiadi di Roma 1960. Un’eredità importante, che chiama però a una coerenza altrettanto forte nei fatti.

Nel racconto emerge anche il lavoro di Fondazione Cortina, impegnata da anni nell’organizzazione di gare di Coppa del Mondo, dallo sci alpino allo snowboard cross, fino allo skeleton e allo slittino, comprese le competizioni paralimpiche. Un’esperienza consolidata, che rappresenta una garanzia, ma che pone anche l’asticella delle aspettative molto in alto.

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Damiano Tommasi, sindaco di Verona

Sul fronte economico e infrastrutturale, Verona e il Veneto si presentano come snodi strategici, con numeri turistici in crescita e investimenti annunciati su mobilità, accessibilità e collegamenti. Un quadro positivo, che convive però con la necessità di una visione che vada oltre l’evento.

La mostra passa, il racconto viaggia. La vera sfida, per Verona e per i territori olimpici, sarà dimostrare che dietro le immagini e le parole ci sarà una capacità reale di trasformare l’eccezione olimpica in una normalità migliore, quando i riflettori si spegneranno.

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Diego Ruzza, Paolo Arena e Flavio Massimo Pasini