(Stefano Valdegamberi) Gli Stati Uniti non sono un Paese “come gli altri”. Da decenni godono di un vantaggio economico e finanziario unico al mondo: il sistema dei petrodollari. Questo meccanismo è uno dei pilastri della supremazia americana e aiuta a capire molte dinamiche della geopolitica attuale.
Cos’è il sistema dei petrodollari
In sintesi, il petrolio – la risorsa energetica più importante al mondo – viene comprato e venduto quasi esclusivamente in dollari statunitensi. Questo significa che ogni Paese che importa petrolio ha bisogno di dollari per pagarlo.
Il risultato è una domanda costante e globale di dollari che, una volta incassati dai Paesi produttori, tornano in gran parte negli Stati Uniti sotto forma di investimenti finanziari, acquisto di titoli di Stato americani e depositi nelle banche USA.
In questo modo, il capitale mondiale affluisce continuamente verso l’economia americana.
Perché questo è un enorme vantaggio
Normalmente, un Paese che importa più di quanto esporta va incontro a problemi economici: deve indebitarsi, alzare i tassi di interesse o ridurre la spesa pubblica. Agli Stati Uniti questo non accade.

Gli economisti distinguono due grandi “conti” nei rapporti con l’estero: il Conto corrente:, ovvero gli scambi di beni, servizi ed energia e il Conto capitale, costituito dai flussi di investimenti e denaro
Gli USA hanno un conto corrente negativo (importano molto più di quanto esportano), ma questo deficit viene compensato da un conto capitale positivo, grazie ai petrodollari e agli investimenti esteri. In altre parole: gli Stati Uniti ricevono continuamente capitali dal resto del mondo.
Paesi come Cina, Germania o Giappone devono invece esportare molto per accumulare ricchezza. Gli USA possono permettersi di fare il contrario: importano beni reali ed energia pagando con una moneta che possono emettere loro stessi.
Il “privilegio esorbitante”
Questo vantaggio fu definito già negli anni ’60 dall’ex ministro francese Valéry Giscard d’Estaing come “privilegio esorbitante”. Con questa espressione si intendeva il fatto che gli Stati Uniti possono finanziare deficit pubblici elevati, una spesa militare globale e politiche di sanzioni internazionali senza subire le stesse conseguenze economiche che colpirebbero qualsiasi altro Paese.
Non sono solo le tasse dei cittadini americani a sostenere la potenza USA: è il capitale globale, attirato dal sistema dei petrodollari.

Energia, geopolitica e potere
Il controllo o l’influenza su aree strategiche e Paesi ricchi di petrolio (come il Venezuela o regioni cruciali per il commercio e la sicurezza energetica) non riguarda solo le risorse naturali. Riguarda soprattutto la stabilità del dollaro e il flusso di capitali verso gli Stati Uniti.
Se il legame tra petrolio e dollaro si indebolisse o si rompesse subirebbero una diminuzione: la domanda globale di dollari, i capitali che affluiscono in USA e il vantaggio competitivo americano.
Perché oggi il sistema è sotto pressione
Sempre più Paesi cercano di commerciare energia in altre valute e di costruire un sistema economico multipolare, meno dipendente dal dollaro. Le tensioni geopolitiche attuali possono essere lette anche come una reazione a questo tentativo di sganciamento.
Conclusione
I petrodollari non sono solo una questione economica: sono una leva di potere globale. Collegando finanza, energia e geopolitica, gli Stati Uniti hanno costruito un sistema che permette loro di mantenere una posizione dominante nel mondo.
Senza questo meccanismo, la capacità degli USA di sostenere la propria potenza economica, militare e politica sarebbe fortemente ridimensionata.
