Il governo Meloni è riuscito un’altra volta a liberare un italiano incarcerato all’estero
Trentini, è libero, ospite dell”Ambasciata italiana in Venezuela, in attesa di essere rimpatriato. Il suo arrivo è atteso all’aeroporto dei Venezia, che è la sua città, dove potrà riabbracciare la sua famiglia dopo mesi di detenzione.
Soddisfazione è espressa da diversi esponenti della politica veneta.
Matteo Pressi, veronese, capogruppo consiliare di Stefani Presidente commenta così la notizia.
“La liberazione di Alberto Trentini è una notizia che ci riempie di sollievo e di profonda gioia. Dopo oltre un anno di detenzione in Venezuela, può finalmente riabbracciare la sua famiglia e la sua comunità. È un momento che restituisce fiducia nei valori della libertà e della democrazia”.

“Questo risultato – sottolinea Pressi – è stato possibile grazie a un lavoro paziente, discreto e determinato portato avanti dal Governo italiano, dalla Farnesina, dall’intelligence e dalla rete diplomatica del nostro Paese. Il Veneto attende ora con emozione il ritorno di Alberto. La sua liberazione rappresenta una vittoria della democrazia e un messaggio importante per chi crede nei valori della solidarietà e della cooperazione internazionale”.

Il consigliere regionale veronese della Lega Filippo Rigo:
“La liberazione del cooperante veneziano Alberto Trentini è la notizia che tutto il Veneto aspettava da mesi. Il giovane veneziano, che era in Venezuela per fare del bene, era stato arrestato più di un anno fa dalle forze di Polizia di Caracas senza un motivo. In prigione senza un capo d’accusa e senza un processo. La sua liberazione è direttamente collegata all’intervento degli Usa, che qualche giorno fa hanno messo fine alla dittatura di Maduro. Il rispetto del diritto internazionale è importante. La libertà degli esseri umani di più. Bentornato Alberto”.

Si rallegra anche il capogruppo di Forza Italia in Regione Veneto Alberto Bozza, assieme ai consiglieri regionali Maltauro e Patron.
“La liberazione di Alberto Trentini è una notizia che riempie di gioia l’Italia e il Veneto. Ancora una volta, come con Cecilia Sala, si è rivelato decisivo il lavoro diplomatico sottotraccia del nostro Vicepremier e Ministro degli Esteri Tajani, uno che alle parole o ai proclami preferisce i fatti”.
“L’azione diplomatica italiana, con il Ministro Tajani che nell’impegnarsi per liberare Trentini ha sempre suggerito e adottato il low profile, consapevole della delicatezza dell’operazione. Questo in un contesto italiano nelle quale purtroppo non sono mancate le strumentalizzazioni politiche di esponenti delle opposizioni, strumentalizzazioni figlie di un interesse di parte e non di quello generale del Paese e soprattutto del nostro cooperante”.
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