Avvistati a Costermano Maioni di Sotto, Albarè, Valdoneghe di Rivoli e Brentino Belluno
(Francesca Truschelli) La sponda veronese del Lago di Garda è diventata, tra il 2025 e l’inizio del 2026, il nuovo fronte di un’emergenza predatoria che non riguarda più solo le vette montane, ma tutta la provincia di Verona, dall’est veronese, passando per la Valpolicella e arrivando appunto fino al Benaco.
Lupi non più solo in Lessinia
Se un tempo il lupo era una presenza confinata alla Lessinia, le cronache degli ultimi mesi descrivono una realtà allarmante: predatori che si muovono con disinvoltura a pochi passi dalle case, mettendo a rischio animali domestici, attività economiche e la sicurezza dei cittadini.
L’ombra del lupo è arrivata persino tra le case di Costermano Maioni di Sotto, nel comune di Costermano sul Garda a pochi passi dal lago e in una zona turistica oltre che residenziale. Qui, come riportato dalle ultime segnalazioni, la presenza del lupo è diventata una minaccia tangibile: esemplari sono stati avvistati a ridosso delle aree residenziali, alimentando il clima di tensione in un territorio già scosso da avvistamenti documentati tra le vigne di Albarè e le abitazioni di Valdoneghe di Rivoli Veronese.

Questi predatori non hanno più timore dell’uomo, spinti verso il basso dalla ricerca di cibo facile. La scorsa settimana a Brentino Belluno in Valdadige, quattro lupi sono stati visti a pochi metri da una porta di casa, dove hanno sbranato due caprette nane, confermando un comportamento ormai estremamente “confidente”, ma al tempo stesso molto pericoloso.
Sebbene il Garda sia l’area più colpita dalla nuova ondata degli ultimi giorni, il timore é diffuso in tutta la provincia veronese: da Badia Calavena nell’est dove sono innumerevoli le segnalazioni di lupi, che circolano indisturbati tra le case con le denunce ripetute del consigliere Regionale Stefano Valdegamberi che ha sottolineato che c’è un rischio concreto per l’incolumità pubblica.
Anche in Valpolicella la frequenza degli avvistamenti ha trasformato la paura in esasperazione, con i cittadini costretti a barricare i propri animali domestici durante la notte.
230 predazioni tra il 2024 e il 2025
I numeri ormai parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025, la provincia di Verona ha registrato quasi 70 attacchi con oltre 77 bovini predati. In totale, tra il 2024 e il 2025, le predazioni annuali hanno superato quota 230, colpendo duramente non solo la Lessinia, la Valpolicella e il Baldo, ma anche comuni di pianura sul Garda come Lazise e Villafranca.
Nonostante le ripetute richieste di Coldiretti Verona affinché venga riconosciuto lo stato di emergenza, la risposta istituzionale appare lenta e insufficiente. Gli allevatori si sentono abbandonati: i ristori non coprono il danno reale e molte aziende stanno drasticamente riducendo il numero di capi o chiudendo i battenti perché è diventato impossibile proteggere il bestiame.
Mentre parte delle autorità si limitano a fornire consigli di comportamento, che sembrano un po’ fuori dal tempo, come farsi notare o urlare in caso di incontro, per i residenti del Garda e dell’entroterra veronese la situazione è fuori ormai controllo. Con il lupo stabilmente insediato nei centri abitati, la sicurezza quotidiana è diventata una scommessa, e la rabbia di chi vede il proprio lavoro e i propri affetti minacciati continua a crescere nel silenzio assordante delle autorità preposte.
