(E.D. Dall’Ora). La giornata si presenta grigia ma non eccessivamente fredda. Tranquilla la zona intorno allo stadio. Sorridenti e particolarmente zelanti gli steward. Sugli spalti i tifosi si recano ai loro posti fiduciosi. Il Verona deve vincere. È importantissimo sia per la classifica che per la squadra, oggi avvantaggiata. Il tifo è quasi tutto veronese. Ai tifosi bolognesi residenti nella provincia della bella città emiliana è vietato l’ingresso al Bentegodi. Provvedimento preso in seguito agli episodi avvenuti a Como. Per l’Hellas ci sono le migliori condizioni per giocare bene, per far contenti tutti, ma fin dall’inizio sono i giocatori del Bologna a condurre il gioco.

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Si distinguono i tiri di Castro e Orsolini, ma è l’Hellas a segnare con Orban al 13° grazie anche all’indecisa difesa bolognese.  Il Bologna incredulo reagisce e organizza il gioco, infatti dopo 9 minuti Orsolini, detto da tutti confidenzialmente Orso manda la palla in rete. È il pareggio. I tifosi si chiedono perché Giovane non sia in campo, riponendo sul giocatore brasiliano ogni speranza.

Hellas in confusione

Dall’inizio del campionato sulla sua maglia, la 17, c’era molta aspettativa, forse troppa per un nuovo giocatore che non sa ben esprimersi nell’Hellas tanto che Zanetti lo mette in campo solo nel 52°, forse perché è già in fase di trattativa per passare in altra squadra? Entrerà in campo solo al 52° e senza distinguersi particolarmente, senza riuscire a cambiare la situazione creatasi con il Bologna in vantaggio già dal 29° con un goal di Odgaard. L’allenatore Italiano non contento della prestazione si sbraccia e incita la sua squadra a fare ancora di più, tanto che Castro mette in rete e la squadra ospite abbracciandosi per il vantaggio ottenuto si dirige verso gli spogliatoi. 

Nel secondo tempo il Verona sembra deciso a porre rimedio alla situazione, soprattutto con Saar che tira in porta due, tre volte ma senza sorprendere il giovane Ravaglia. L’autogoal di Freuler al 71° rianima l’Hellas, il 2 a 3 dà coraggio, ma Italiano, che sul campo del Verona ha lasciato da centrocampista buoni ricordi e buoni risultati, vuole uscire vincente. E ci riesce anche se il gioco fino al 90° più i 5 minuti di recupero è più disordinato con qualche piccolo scontro tra le due squadre. 

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L’Hellas purtroppo lascia il campo tra fischi, frasi di disapprovazione e dall’evidente delusione di Zanetti. Il campionato non è terminato ma l’Hellas deve riorganizzarsi.  Ogni giocatore dell’Hellas si muove da solo, non coinvolge l’altro vicino o gli altri suoi compagni.