È sempre più stinta la scritta-reperto d’angosciosa memoria (un rifugio antiaereo) sul muro esterno tra due finestre, accanto all’ingresso d’un palazzo in corso Porta Nuova 50, sopravvissuto alla reiterazione di bombardamenti compiuti dall’USAAF (United States Air Force) e dalla RAF (Royal Air Force) su Verona, alcuni dei quali particolarmente efferati, da dopo l’8 settembre 1943 a poco prima dell’entrata in città delle avanguardie della 5^ Armata statunitense, al mattino del 26 aprile 1945

Tracce di guerra in città. Indicazioni di rifugi antiaerei
rifugio antiaereo in corsoPorta Nuova

Gestite dall’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) e conformate a relativi obblighi (il regio decreto legge 24 settembre 1936, n. 2121, ad esempio), strutture ed indicazioni peculiari della rete di tutela civile furono un elemento essenziale della quotidianità veronese in guerra. L’UNPA, più nel dettaglio, operò quale organismo fascista di protezione civile introdotto il 31 agosto 1934 e, quindi, riformato tramite il regio decreto legge 14 maggio 1936, n. 1062, sancendone l’attività in tempo di pace e l’assunzione di controllo da parte del Ministero della Guerra (istituito nel 1861 e soppresso il 14 febbraio 1947) in contingenza bellica. 

Tracce di guerra in città. Indicazioni di rifugi antiaerei
rifugio casalingo in vicolo Cavalletto

Inizialmente impostata sul volontariato, l’UNPA venne militarizzata il 18 giugno 1940, in seguito alle dichiarazioni di guerra contro Francia e Gran Bretagna annunciate da Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia, il precedente 10 giugno ed in vigore dal giorno seguente, 11 giugno.

Rifugio scuola De Amicis. 3

I punti di ricovero furono indicati graficamente (sigle, simboli ed avvisi di sicurezza) su superfici murali esterne, con ulteriori avvertimenti interni dalla stretta osservanza. Il preavviso ad accorrervi giunse da sirene di preallarme (o piccolo allarme) e da segnali d’allarme (o grande allarme). Le legende apposte ebbero pure lo scopo d’informare ed agevolare la localizzazione delle uscite di sicurezza e degli attacchi per gli idranti utilizzabili dalle squadre di soccorso, nell’eventualità di coinvolgimento diretto in bombardamenti.

Tracce di guerra in città. Indicazioni di rifugi antiaerei
rifugio scuola De Amicis

  

L’indicazione R con numero di capienza (150) dell’edificio a lato della via centrale tra Porta Nuova e piazza Bra s’aggiunge ad altre consimili superstiti da eliminazioni e noncuranza.

Le vie dei rifugi antiaerei

Alcune notifiche murali della protezione antiaerea, adottata durante la Seconda guerra mondiale, risultano tuttora apposte e visibili a fatica (perché gravemente sbiadite): in piazza Pradaval, in stradone San Fermo, in via Adigetto, in via Cappello, in via Cesare Battisti, in via del Bersagliere, in via del Pontiere, in via Gianbattista Da Monte, in vicolo Dietro Caserma Chiodo, in via Leoncino, in via Scalzi, sotto i portici del Museo Lapidario, in via Mazzanti, in vicolo Cavalletto. E, poi, nella periferica Borgo Roma, sulla facciata anteriore, a destra, delle “scuole comunali” in via Tombetta 108, cioè della scuola elementare “Edmondo De Amicis”, in tempi bui rifugio notturno, con capacità da 300 posti. Dicitura periodicamente restaurata da sensibili terzi…

Rifugio Casalingo in vicolo Cavalletto. 2

L’iscrizione in via Tombetta pare costituire uno dei rari interventi di preservazione d’una specificità locale connessa a trascorsi storici nazionali. Testimonianze simili della città in guerra, invece, andrebbero ripristinati, tutelati, censiti e mappati quali elementi non secondari del quadro retrospettivo veronese.

Servizio e foto di Claudio Beccalossi