Dalla porta d’ingresso al percorso di successo
(Simone Vesentini) Nel precedente articolo abbiamo raccontato come la ristorazione rappresenti oggi una delle principali porte d’ingresso nella società italiana. A Verona, questa dinamica trova espressione evidente nella storia della comunità cingalese, protagonista silenziosa ma strutturale di molte cucine e sale cittadine.
In Italia vivono oggi oltre 113.000 cittadini originari dello Sri Lanka, una delle comunità migranti più stabili del Paese. Più della metà risiede nel Nord Italia e circa il 13% in Veneto, spiegando la presenza significativa anche nel territorio veronese.
Chi lavora nella ristorazione lo sa bene: la presenza cingalese non è episodica. È una presenza costruita nel tempo, fatta di continuità, affidabilità e forte senso del lavoro. Per molti uomini e donne provenienti dallo Sri Lanka, la ristorazione è stata la prima vera porta d’ingresso nel mercato del lavoro italiano e, per Verona, una risorsa preziosa in anni di crescente carenza di personale.
Non è una scelta casuale. Il settore offre opportunità concrete anche a chi arriva senza titoli formali o piena conoscenza della lingua, ma richiede precisione, resistenza e capacità di adattamento: qualità che questa comunità ha dimostrato con costanza, guadagnandosi nel tempo la fiducia di molti imprenditori veronesi.
La ristorazione è però anche un luogo di apprendimento culturale. In cucina e in sala si impara l’italiano, si interiorizzano regole condivise e si entra in contatto diretto con la cultura gastronomica del nostro Paese: rispetto per la materia prima, attenzione ai tempi, cura del servizio.
Un elemento spesso poco raccontato riguarda la dimensione culturale e religiosa. Una parte significativa della comunità srilankese è di tradizione cristiana cattolica. Questo ha favorito una maggiore familiarità con il valore simbolico del cibo condiviso, della convivialità e delle festività, aspetti centrali anche nella cultura gastronomica italiana.
Nel tempo, molti lavoratori cingalesi hanno costruito percorsi solidi: capisala, cuochi, responsabili di squadra, punti di riferimento per colleghi italiani e stranieri. Negli ultimi anni alcuni sono diventati imprenditori, aprendo ristoranti propri; altri hanno portato l’esperienza maturata in Italia nel Paese d’origine, aprendo ristoranti di cucina italiana nello Sri Lanka, diventando ambasciatori della nostra tradizione gastronomica.
