Pace, ambiente e diritti: il mondo di Alexander Langer torna protagonista al convegno di Verona
L’eredità di Alexander Langer: Verona sarà officina di pace e speranza durante il Convegno Nazionale che si svolgerà dal 30 gennaio al 1° febbraio. Trent’anni senza Alexander Langer, ma con i suoi semi che continuano a germogliare. Verona, la città che il leader ambientalista e pacifista scelse come “laboratorio” per le sue battaglie più coraggiose, si prepara a ospitare un grande Convegno Nazionale dal 30 gennaio al 1° febbraio. Un evento itinerante che non vuole essere una semplice commemorazione, ma una verifica sul campo: quanto è ancora attuale il “metodo Langer” in un’epoca segnata da nuovi conflitti e crisi climatiche?
Un anniversario speciale
L’appuntamento cade in un momento simbolico: gli ottanta anni dalla nascita e i trenta dalla scomparsa di quel “facitore di pace” che ha attraversato l’Europa abbattendo muri ideologici. Promosso dalla Scuola di Pace e Nonviolenza (Fondazione Toniolo e Movimento Nonviolento) con il pieno sostegno del Comune, della Diocesi e dell’Università di Verona, il convegno rappresenta anche l’inaugurazione del secondo anno accademico della Scuola.

Il programma: tre giorni con Gad Lerner e il vescovo Pompili
La rassegna si apre venerdì 30 gennaio all’Auditorium del Don Calabria con il concerto-reading “Sulle tracce di Alex”, un’immersione emotiva nel suo vissuto. Il cuore del dibattito si sposterà sabato 31 gennaio prima all’Università (Polo Zanotto) e poi all’Auditorium di San Fermo. Tra i relatori figurano nomi di spicco del panorama culturale italiano: da Gad Lerner, che affronterà il delicato tema del conflitto in Medio Oriente, alla filosofa Donatella Di Cesare, fino al Vescovo Domenico Pompili, che legherà il pensiero di Langer alla visione dell’enciclica Laudato si’.
Le sessioni toccheranno i pilastri della vita di Langer: la nonviolenza: intesa come metodo “convinto e convincente”. L’ecologia: il celebre monito “Sviluppo? Basta! A tutto c’è un limite”. L’Europa: analizzata attraverso gli occhi di chi, come Gianni Tamino e Cristina Guarda, ha vissuto e vive l’impegno parlamentare europeo.

Verona, città d’elezione
Non è un caso che il convegno si tenga qui. Langer ha lasciato tracce indelebili nel tessuto veronese: dalla Carovana antinucleare del 1984 al memorabile Verona Forum del 1993, che diede voce alla società civile durante la guerra nella ex-Jugoslavia. “È fondamentale ripartire dall’idea del dialogo,” ha sottolineato l’assessore Jacopo Buffolo, “per opporsi alle ingiustizie in un mondo che sembra aver scelto nuovamente la forza come unico linguaggio.”
Il convegno si chiuderà domenica 1° febbraio alla Fondazione Toniolo con una sessione dedicata al futuro. Come diceva lo stesso Langer, lui era un “motorino d’avviamento”: il compito di “continuare in ciò che era giusto” spetta ora a chi, tra archivi, premi e attivismo, ne tiene vivo il fuoco.
