(di Francesca Romana Riello). C’è una Verona che non si vede, nascosta sotto il livello stradale, fatta di resti romani, passaggi sotterranei e spazi che raccontano secoli di storia. Domenica 1° febbraio, a partire dalle 15, quella città torna accessibile con La Verona sotterranea – Grand tour, un percorso guidato che unisce tre siti archeologici in un unico itinerario.
L’iniziativa è proposta dall’Associazione Archeonaute e accompagna i partecipanti in un viaggio di circa tre ore nel sottosuolo cittadino, tra aree normalmente visitabili solo separatamente.

Verona sotterranea, tour tra tre siti archeologici
Il percorso parte dalla Villa romana di Valdonega, testimonianza di una residenza extraurbana di epoca romana, per poi spostarsi nel cuore del centro storico, all’area archeologica del Criptoportico di Corte Sgarzerie, uno degli ambienti sotterranei più noti e suggestivi della città.
La terza tappa è l’area archeologica di via San Cosimo, dove emergono ulteriori tracce della Verona antica e della sua organizzazione urbana. Tre luoghi diversi, collegati in un unico racconto, che permette di leggere la città in verticale, dal presente al passato.
Un percorso unico nel sottosuolo della città
L’aspetto più interessante del grand tour sta proprio nella continuità della visita. Non una singola area archeologica, ma un percorso completo che mette in relazione spazi e funzioni diverse, aiutando a capire come la Verona di oggi poggi letteralmente su quella di ieri.
Il sottosuolo diventa così una chiave di lettura per interpretare la storia urbana, le trasformazioni architettoniche e la vita quotidiana in epoca romana, spesso nascosta sotto strade e palazzi.
Durata, costi e prenotazioni
La visita ha una durata complessiva di circa tre ore. Il costo è di 25 euro per gli adulti, con una tariffa ridotta di 15 euro per i ragazzi dai 7 ai 14 anni. L’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 6 anni.
La prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati. Per partecipare è necessario scrivere all’indirizzo archeonaute@gmail.com.
Un’occasione, per veronesi e non solo, per guardare la città da un’altra prospettiva: non in avanti, ma sotto i propri passi, dove la storia continua a lasciare tracce ben visibili per chi sa dove cercarle.

