Il primo mese del 2026 conferma un mercato immobiliare cittadino con prezzi medi di vendita in crescita, una domanda sostenuta per le locazioni e una marcata differenziazione territoriale. L’Adige ha sentito uno dei più accreditati operatori immobiliari di Verona, l’architetto Paolo Padovani, titolare dell’agenzia l’Immobiliare.com di via 4 Novembre, che ci ha illustrato le attuali tendenze del mercato.

Il fattore quartiere elemento discriminante per i valori immobiliari

Il Centro storico continua a rappresentare il principale punto di riferimento del mercato urbano. Le quotazioni medie di vendita superano i 4.100 euro al metro quadro, mentre i canoni di locazione si attestano su valori prossimi ai 13,9 euro al metro quadro mensili.

Questo posizionamento riflette una domanda solida e qualificata, orientata sia alla residenza primaria di fascia alta sia agli investimenti di pregio. La forte attrattività turistica, la centralità dei servizi e il valore storico degli immobili incidono in modo determinante sul prezzo unitario degli spazi abitativi, rendendo l’area una delle più stabili e ricercate dell’intero mercato cittadino.

Veronetta e Borgo Trento: aree di forte domanda

Emergono i quartieri semicentrali ad alta attrattività, come Veronetta e Borgo Trento.

In particolare, Veronetta registra un prezzo medio degli appartamenti prossimo ai 3.030 euro al metro quadro, un livello sensibilmente superiore alla media cittadina. La zona intercetta una domanda composita, formata da investitori, giovani coppie e professionisti, attratti dalla prossimità al centro, dall’accesso ai servizi urbani e dalla vivacità del contesto.

Borgo Trento, da sempre considerato uno dei quartieri residenziali più apprezzati, si colloca invece su valori medi intorno ai 3.875 euro al metro quadro. La combinazione tra qualità urbana, dotazione di servizi, presenza di aree verdi e collegamenti efficienti con le principali direttrici di traffico continua a sostenere un mercato dinamico e stabile.

Aree di ingresso e periferiche: dinamiche differenziate

Quartieri come Borgo Venezia, Santa Croce e Porto San Pancrazio registrano prezzi medi di vendita intorno ai 2.222 euro al metro quadro, con incrementi percentuali significativi. Si tratta di aree particolarmente apprezzate da chi è alla ricerca di soluzioni con un miglior equilibrio tra prezzo e superficie, tipicamente orientate alla prima casa o a investimenti con prospettive di rivalutazione nel medio periodo.

Anche Borgo Nuovo, Navigatori e Ponte Crencano mostrano una dinamica positiva, con quotazioni che si collocano intorno ai 2.666 euro al metro quadro. Il dato segnala come la crescita del mercato non sia più confinata alle zone centrali o storicamente più prestigiose, ma coinvolga porzioni di città con un potenziale di sviluppo residenziale ancora rilevante.

All’estremo inferiore della scala dei prezzi si collocano aree come Golosine – Santa Lucia, dove è ancora possibile acquistare a valori inferiori ai 2.000 euro al metro quadro. Nonostante il posizionamento più accessibile, queste zone continuano a registrare una domanda sostenuta, risultando interessanti sia per l’abitazione principale sia per operazioni di investimento orientate alla locazione.

padovani paolo

Cosa implica tutto questo per chi opera nel 2026

Secondo l’arch. Padovani in questo momento l’elemento chiave per la formazione del prezzo degli imimmobili è la micro-localizzazione. La conoscenza della qualità urbanistica, della dotazione di servizi, ma anche delle prospettive di sviluppo locale incide in modo sostanziale sui risultati di una compravendita o di un’operazione di investimento.

«Per il venditore – spiega – individuare correttamente il posizionamento dell’immobile all’interno del proprio contesto territoriale è essenziale per definire una strategia di prezzo coerente, evitare stime eccessivamente ottimistiche o, al contrario, penalizzanti, e intercettare la domanda nei tempi più efficaci. Per l’acquirente, disporre di riferimenti aggiornati e differenziati per zona consente di confrontare correttamente le opportunità presenti sul mercato, verificare la coerenza del prezzo richiesto con i fondamentali dell’area e individuare soluzioni con un potenziale di crescita nel tempo».

«Inoltre,- conclude il titolare dell’agenzia ‘l’Immobiliare.com– per l’investitore orientato al reddito il 2026 si caratterizza con una domanda di locazione ancora robusta, soprattutto nelle zone centrali e semicentrali».