Allarme per l’uso ricreativo del gas esilarante tra i giovani

Negli ultimi anni, quello che molti chiamano “gas esilarante”, il protossido di azoto (N₂O), è sempre più presente tra i giovani come droga low cost e facilmente reperibile, scatenando preoccupazioni crescenti sul piano sanitario e sociale.
Il protossido di azoto è un gas che ha usi legittimi in ambito medico e industriale: viene impiegato come anestetico leggero in odontoiatria o come additivo alimentare (per esempio nei caricabombole per panna montata) e ha una lunga storia di utilizzo controllato.

Tuttavia, la sostanza viene inalata a scopo ricreativo da adolescenti e giovani adulti per ottenere una sensazione di euforia, rilassamento e distacco dalla realtà, con brevi effetti simili a uno “sballo” che durano pochi secondi o minuti. Questa popolarità deriva dal basso costo, dalla facile reperibilità sul mercato e dal diffuso passaparola sui social media.
Secondo agenzie europee e operatori sanitari, il consumo ricreativo di protossido di azoto è in aumento soprattutto tra i giovanissimi, tanto da essere segnalato come una preoccupazione crescente in Europa.

In Francia, ad esempio, le autorità sanitarie hanno registrato un aumento costante di casi di avvelenamento e danni neurologici legati all’abuso del gas.
Organismi europei specializzati nel monitoraggio delle droghe hanno messo in evidenza che la sostanza, pur essendo legale e utilizzata in contesti leciti, è diventata parte di comportamenti ricreativi rischiosi per la salute.

Contrariamente alla diffusa percezione di innocuità, l’uso non medico del gas esilarante comporta pericoli seri, come la carente ossigenazione (ipossia) e possibile perdita di coscienza, perché il gas inalato non è miscelato con ossigeno come avviene in ambito sanitario. Può causare un danno neurologico e carenza di vitamina B12, spesso con conseguenti formicolio, intorpidimento, debolezza muscolare e compromissione della coordinazione motoria.

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E può dare dipendenza psicologica e uso compulsivo legato alla ricerca del breve effetto euforico.
In casi estremi si possono verificare lesioni irreversibili del midollo spinale, disturbi psichiatrici o perfino decesso se il gas viene inalato in dosi elevate o in ambienti chiusi.


Sono documentati casi di giovani che hanno subìto gravi danni neurologici permanenti o condizioni invalidanti dopo uso continuato: uno di questi racconti parla di un 27enne che ha inalato fino a centinaia di palloncini di gas ogni weekend, finendo con deficit neurologici gravi e dipendenza da farmaci per gestire il dolore.
Se il gas non provoca dipendenza fisica nello stesso modo di oppiacei o stimolanti, può indurre una forte dipendenza psicologica: chi ne fa uso ripetuto può sviluppare comportamenti compulsivi simili ad altre forme di abuso di sostanze.
Il fenomeno è anche alimentato da trend virali sui social media, dove l’inalazione di nitrous oxide è spesso mostrata come una pratica divertente o innocua, aumentando l’attrattiva soprattutto tra i più giovani.
In alcune nazioni (come il Regno Unito), il possesso e l’uso ricreativo del protossido di azoto sono stati resi illegali o soggetti a restrizioni per contrastarne l’abuso e tutelare la salute pubblica.

Diverse autorità sanitarie internazionali hanno inoltre lanciato avvisi e campagne di sensibilizzazione sui rischi legati a questa pratica, sottolineando che la facilità di accesso non deve far sottovalutare i pericoli.
Il gas esilarante sta rapidamente passando da un uso medico controllato a una sostanza ricreativa popolare tra i giovani, attratti dal basso costo e dall’esperienza sensoriale immediata. Tuttavia, evidenze scientifiche e rapporti clinici dimostrano che il consumo non sanitario può provocare danni fisici, neurologici e psicologici significativi, con il rischio di sviluppare comportamenti compulsivi e di compromettere la salute a lungo termine