Il Veneto sarà la prima regione italiana ad avviare la vaccinazione contro l’influenza aviaria. Una scelta definita “strategica” dall’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, fondata su basi scientifiche solide e sull’esperienza maturata negli anni più difficili per il comparto avicolo.
«La vaccinazione – ha sottolineato Bond – deve procedere di pari passo con il rafforzamento delle misure di biosicurezza, con una gestione attenta della densità degli allevamenti, con la programmazione degli accasamenti, i fermi produttivi programmati e il disincentivo alla creazione di nuovi allevamenti in aree già fortemente congestionate. Solo così gli sforzi per la campagna vaccinale avranno effettivamente successo».
L’annuncio è stato dato oggi a Fieragricola, in occasione della presentazione del nuovo piano di intervento vaccinale per il controllo del virus, presso lo spazio Copagri. All’incontro hanno partecipato il commissario straordinario per l’emergenza HPAI, dottor Giovanni Filippini, la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (ISZVE), dottoressa Antonia Ricci, il presidente nazionale Copagri Tommaso Battista e il presidente regionale Copagri Veneto Carlo Giulietti.
La campagna vaccinale prenderà avvio a partire dal mese di aprile, con l’obiettivo di garantire la protezione completa degli animali entro il prossimo autunno. Il Veneto sarà capofila di un progetto nazionale che coinvolgerà anche Lombardia ed Emilia-Romagna, ma la prima inoculazione avverrà proprio sul territorio veneto.
Il piano regionale interesserà complessivamente 200 allevamenti: 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, localizzati prevalentemente nella provincia di Verona, una delle aree a più alta densità avicola e tra le più esposte al rischio di diffusione del virus.
In totale saranno somministrate oltre 4 milioni di dosi ai tacchini e circa 10 milioni di dosi alle galline ovaiole, con richiamo. Sugli stessi allevamenti vaccinati sarà inoltre attivato un piano di sorveglianza con cadenza mensile, ogni 30 giorni, secondo quanto prescritto dall’EFSA.
Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il vaccino si è dimostrato estremamente efficace e rappresenta uno strumento essenziale per una regione come il Veneto, collocata lungo le principali rotte migratorie degli uccelli selvatici, che costituiscono il principale veicolo di introduzione del virus.
Negli ultimi anni il Veneto è stato tra i territori più colpiti dall’influenza aviaria in Italia. Dal 2020 a oggi si sono registrati 316 focolai negli allevamenti domestici, su un totale nazionale di 477, con un impatto particolarmente rilevante nelle province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso.
Il peso economico dell’emergenza è stato molto elevato. Tra danni diretti, legati agli abbattimenti degli animali, e danni indiretti, come mancati introiti, blocchi produttivi e interruzioni della filiera, la Regione ha indennizzato gli allevatori per quasi 240 milioni di euro negli ultimi cinque anni.
