(Giorgio Massignan) La giunta comunale, secondo le parole della vicesindaca Barbara Bissoli, è intervenuta sulla valorizzazione del paesaggio urbano.Queste le sue parole:
“Abbiamo approvato le linee di indirizzo per la redazione del Piano Ambientale del Parco delle Mura ai sensi dell’art. 9 della Legge Regionale del Veneto n. 40/1980 … è una pianificazione attuativa attesa dal 2007, allorché il Piano di Assetto del Territorio istituì questo parco di interesse locale… si tratta di un progetto ambizioso e atteso sin dalla istituzione del Parco avvenuta con il PAT vigente, che mira a conservare e valorizzare lo straordinario sistema difensivo storico della città di Verona, con uno sviluppo di oltre 9 km ed una consistenza di quasi 100 ettari…è un primo passo che dà attuazione alla visione di questa amministrazione secondo cui il parco è da valorizzare come luogo che fa da cerniera tra il centro storico e i quartieri residenziali della prima espansione novecentesca… l’iter operativo dovrebbe iniziare dal Piano Ambientale del Parco delle Mura, per poi definire un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di iniziativa pubblica”.

Queste premesse fanno sperare che, finalmente, la nostra città potrà godere del tanto sospirato Parco delle Mura, che dovrebbe interessare non solo gli elementi architettonici, ma l’intera struttura urbanistica della città. L’obiettivo, pare, sia quello di coniugare la cinta delle mura con i complessi edilizi asburgici cittadini e con i forti dei campi trincerati austriaci, organicamente al sistema città.
Un’operazione che interessa l’intero territorio comunale, con una valenza soprattutto urbanistica, oltre che culturale, sociale e architettonica. La presenza di ampie aree verdi permette la realizzazione di zone piantumate per mitigare l’aumento climatico e per la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili.

Ma, analizzando alcuni elementi definiti dalla vicesindaca strategici e fondamentali, nasce qualche timore di un’eccessiva invadenza di strutture e di attrazioni.
Se è corretto, come sostiene la vicesindaca, “disciplinare i sistemi per la gestione e la funzione sociale del Parco, quali punti di ristoro, servizi per l’infanzia, centri di aggregazione per anziani, spazi culturali o di spettacolo…”, va attentamente evitato che le mura storiche e i forti, si trasformino in una sorta di parco tematico per il tempo libero, il divertimento e le attività sportive a danno dei loro valori storici e culturali.
Così come vanno chiariti i termini per “stabilire indirizzi e criteri per concessioni, comodati, convenzioni o patti di sussidiarietà per la gestione e la manutenzione di aree, strutture e manufatti del Parco”; e quelli relativi alla promozione di “un parco multifunzionale, strutturante il paesaggio urbano veronese, capace di rafforzare il patrimonio pubblico in termini culturali, economici, sociali e ambientali, contribuendo a migliorare la qualità della vita e l’attrattiva della città, con forme innovative di utilizzo degli spazi, compatibili con il contesto storico e ambientale”.

Affermazioni condivisibili ma interpretabili con significati diversi.
I recenti interventi al Forte Santa Caterina al Pestrino e di fronte alle mura magistrali di San Zeno, fanno temere che, anziché tutelare e conservare lo spirito delle antiche mura e dei forti, garantendone una corretta fruizione, si corra il rischio di realizzare delle strutture, dei sistemi e dei circuiti che sfruttino il patrimonio storico-culturale come scenografie attrattive per favorire soprattutto un consumo turistico e commerciale.
Come primo intervento, andrebbe liberato il vallo esterno delle mura magistrali dalle tante infrastrutture incongrue, per poter leggere correttamente nella sua interezza l’opera del generale del Genio austriaco Franz von Scholl.
Indubbiamente non sarà semplice riuscire a superare il degrado urbano e la fragilità del patrimonio militare storico per valorizzarlo, evitando il rischio di trasformarlo in un luogo di solo consumo.
Il Parco delle Mura anche come attrazione turistica
Il problema della gestione di quelle zone, della loro manutenzione e gestione, dovrà essere risolto facilitando la frequentazione dei cittadini e la presenza di custodi che ne garantiscano la sicurezza e la tranquillità.
Tutto questo rappresenta un costo per la Pubblica Amministrazione che dovrà essere ammortizzato con un considerevole aumento delle presenze turistiche che, oltre al “triangolo magico” Piazza Bra – Casa di Giulietta – Piazza Erbe, si possa ampliare al sistema dei musei cittadini e al Parco delle Mura e dei forti extra moenia
