(di Francesca Romana Riello).Le segnalazioni arrivate dai cittadini hanno continuato ad avere grande peso sulle scelte ambientali del Comune di Pescantina.
Questioni diverse, alcune aperte da tempo, altre più recenti, ma tutte legate alla gestione del territorio e a problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana di chi abita nelle frazioni e nel capoluogo.

Mosche, il nodo più urgente
È il tema che torna più spesso nelle segnalazioni: la presenza di mosche in alcune zone del territorio comunale. Una criticità che non nasce ora e che l’amministrazione segue da mesi.
Dall’estate 2024 sono stati effettuati sopralluoghi e avviato un monitoraggio costante. Un lavoro che, nel corso del 2025, ha portato a individuare problemi nella gestione di materiali organici all’interno di un sito produttivo.
Il confronto con gli enti competenti ha prodotto i primi effetti. Su richiesta del Comune, la Provincia di Verona ha modificato una prescrizione dell’autorizzazione in essere, introducendo l’obbligo per l’azienda di comunicare in modo puntuale l’asportazione della pollina.
Dopo le segnalazioni trasmesse dall’amministrazione comunale è arrivata anche una prima diffida formale.
Area di cava, la richiesta non passa
A gennaio si è chiusa anche un’altra partita aperta. È stata infatti archiviata l’istanza presentata da una società privata per una modifica sostanziale di un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi in area di cava, nella frazione di Balconi.
Un impianto che in passato era già stato al centro di segnalazioni per polveri e rumori.
La richiesta prevedeva l’ampliamento dei codici dei rifiuti trattabili e un aumento delle quantità di materiale lavorato.
Già in autunno il Comune aveva espresso parere contrario, segnalando il rischio di nuove pressioni ambientali su un’area considerata sensibile e riservandosi eventuali azioni a tutela della salute dei residenti.
Diga di Arcè, il no resta
Resta invece aperto, ma con una linea chiara, il capitolo legato al progetto per la realizzazione di una diga in località Arcè. Anche su questo fronte l’amministrazione comunale ha confermato la propria contrarietà.
Dopo la lettera inviata alla Provincia nell’ottobre scorso, nel mese di gennaio sono state depositate osservazioni tecniche più dettagliate.
Le valutazioni, supportate anche da consulenze esterne, evidenziano criticità sotto più profili. Ambientali e progettuali, ma soprattutto legate agli aspetti di sicurezza per l’area circostante.
Una posizione che non resta isolata: sia la Provincia di Verona sia la Regione Veneto hanno segnalato diversi punti critici sulla fattibilità dell’opera e sul possibile impatto sulle matrici ambientali.

