BeYond Barrier: inaugurata in piazza Bra la scultura a 5 cerchi in marmo Rosso Verona
Inaugurata a Verona in piazza Bra, “BeYond Barrier”, scultura che unisce 5 continenti alla pietra della Lessinia con 5 cerchi in marmo Rosso Verona. Chi da oggi attraversa Piazza Bra non troverà solo il solito, iconico profilo dell’Arena. A pochi passi dal Liston, è spuntato un nuovo inquilino destinato a far parlare di sé: si chiama “BeYond Barrier” ed è l’opera che sancisce ufficialmente il legame tra Verona e i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.

Il Rosso Verona sostiene i Cinque Continenti
La vera notizia per i veronesi sta nei dettagli materici. Se i famosi Cinque Cerchi Olimpici sono stati realizzati con marmi provenienti da ogni angolo del globo (dall’Indian Green al Rosso Pilbara australiano), è il cuore di Verona a sostenerli. La base e la struttura portante sono infatti in Marmo Rosso Verona, la pietra storica che dà colore alla nostra città, sormontata da due ali in Pietra di Prun, lo stesso materiale estratto dalle cave della Lessinia che duemila anni fa servì a costruire l’Arena.
“Sono nato in una cava di pietra della Lessinia” ha confessato il sindaco Damiano Tommasi durante l’inaugurazione. “Il mio primo pensiero è stato come rendere perpetuo qualcosa di momentaneo. Volevamo un’opera che celebrasse il nostro territorio: siamo la prima città al mondo per il marmo con Marmomac, ed è giusto che questo simbolo ci rappresenti”.

Un’opera “da record” autorizzata dal Cio
Non è un’installazione qualunque. Si tratta di un’opera unica nella storia dei Giochi, autorizzata direttamente dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO). L’artista veronese Federico Ferrarini ha interpretato lo spirito olimpico creando due ali asimmetriche: una spezzata, simbolo di solidarietà e accoglienza, e l’altra protesa verso l’alto, metafora dell’ambizione sportiva.
“Il sogno di un artista a volte è l’incubo di un ingegnere” ha scherzato Ferrarini, ricordando le difficoltà tecniche nel mettere insieme pezzi di mondo così diversi in un’unica scultura. Eppure, proprio come in una squadra olimpica, il risultato è un’armonia perfetta che unisce l’identità locale all’abbraccio internazionale.

Il nuovo “Showroom” a cielo aperto.
L’opera è posizionata strategicamente per diventare il nuovo punto selfie preferito dai turisti: permette infatti di inquadrare in un solo colpo d’occhio i Cinque Cerchi e l’Arena sullo sfondo. Ma per i veronesi è qualcosa di più: è il promemoria che Verona non sarà solo una sede di passaggio per le cerimonie, ma la custode di un’eredità (una legacy) che rimarrà in città per sempre.
